5 Dicembre 2020

Gradinata ancora inagibile e al Comune fanno melina. Società: stop. Lo sconforto del presidente:  “Consegno a loro la squadra. La Città merita di più”.

Filippo Palamara, presidente della squadra di calcio di Brancaleone che milita nel campionato regionale di Promozione girone “B”, è sconfortato perché non è possibile disputare tutte le partite in casa a porte chiuse al pubblico.

I motivi di questa decisione sono stati adottati dai Vigili del Fuoco in quanto è stato rilevato che la gradinata coperta presentava delle anomalie sul piano strutturale.

Per sopperire a tale criticità, nel corso del campionato scorso, il sindaco di Brancaleone emanava, di volta in volta, apposita ordinanza limitando a sole 100 persone l’ingresso allo stadio per motivi di sicurezza. Per superare questo stato di cose sono stati apportati dei lavori di messa in sicurezza della gradinata installando una protezione metallica elettrosaldata per quanto è lunga la gradinata stessa al fine di impedire in quella zona l’accesso al pubblico.

Purtroppo, nonostante questi accorgimenti e dopo i dovuti sopralluoghi da parte del Corpo di Polizia municipale e del responsabile dell’ufficio tecnico, la Commissione straordinaria che regge il Comune della cittadina jonica reggina, sciolto per infiltrazioni mafiose, non intende assumersi alcuna responsabilità per aprire le porte al pubblico se non dopo aver acquisito il parere da parte dell’apposita Commissione Spettacolo, ancora da istituire. “Perdurando questo stato di cose – sbotta il presidente Palamara – non resta altro che consegnare la squadra alla Commissione straordinaria affinché continui il campionato. Io e i miei collaboratori in questa condizioni non siamo in grado di garantire più nulla”.

E non ha tutti i torti Palamara se si considera che il divieto al pubblico vengono a mancare gli incassi per le partite disputate tra le mura amiche. Se ci considera, poi, che la squadra non è sponsorizzata adeguatamente per coprire le spese di gestione il quadro generale è decisamente sconfortante. E’ una situazione molto delicata per cui chi di competenza dovrebbe porre in essere tutte le iniziative ritenute necessarie per pianificare il problema. “A quali santi di dobbiamo rivolgere – conclude Palamara – per poterci divertire insieme ai tanti tifosi i quali desiderano seguire le partite giocate in casa e non solo durante le trasferte ? Non mi pare che la società e la città di Brancaleone meritano tutto questo nonostante i numerosi sacrifici economici cui andiamo incontro, diversamente, per forza maggiore, non mi resta altro che comprarmi una canna da pesca dedicando il tempo occupato per il calcio verso un’altra attività che mi appassiona tanto e che ho sempre coltivato sin da bambino”.

(fonte quotidiano del sud)

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