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Bufera sull’Anci, Occhiuto contro la «forzatura» di Callipo

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Polemica tra amministratori in vista del congresso regionale. Il sindaco di Cosenza attacca il “collega” di Pizzo: «Convocazione illegittima. Prova a esercitare il suo incarico per ambizioni personali»

Tira aria di burrasca sul congresso dell’Anci Calabria che, lunedì, dovrebbe portare all’elezione del nuovo presidente regionale dell’Associazione degli amministratori locali. Dopo il retroscena rivelato dal Corriere della Calabria, esce allo scoperto il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, uno dei big di Forza Italia calabrese che avrebbe intenzione di proporre la candidatura del primo cittadino di Catanzaro, Sergio Abramo, per ostacolare la riconferma del presidente uscente, il renziano Gianluca Callipo (sindaco di Pizzo).
«La convocazione dell’Assemblea congressuale regionale Anci da parte di Gianluca Callipo – è l’incipit di una nota diffusa da Occhiuto – è illegittima e rappresenta una dannosa forzatura. Callipo si firma come Presidente pro tempore ma, in realtà, non lo è. L’incarico a lui affidato dal presidente Antonio Decaro – prosegue il sindaco di Cosenza – era finalizzato solo ed esclusivamente ad agevolare lo svolgimento degli adempimenti propedeutici al rinnovo degli organi di Anci Calabria, conformemente allo Statuto Anci. Nessun potere di convocazione dell’Assemblea regionale da parte sua risulta oltremodo previsto sia dallo Statuto nazionale che da quello regionale». Insomma secondo Occhiuto sarebbe come Callipo «stia provando ad esercitare l’incarico assegnatogli in maniera non imparziale ed a favore di tutti gli iscritti, bensì per finalità di natura esclusivamente personale». «In virtù delle note problematiche in cui versa l’Associazione regionale, da diversi mesi priva di adeguata rappresentanza, sarebbe saggio – auspica quindi il sindaco di Cosenza – rinviare un incontro (convocato appunto tra l’altro in modo illegittimo) e realizzare un confronto istituzionale serio e corretto finalizzato ad eleggere secondo le regole, a breve, e nel rispetto dei vincoli associativi, in maniera condivisa, il Presidente ed il Consiglio regionale, così come avvenuto e avviene in tutte le Anci regionali. Sono ben altri i luoghi – conclude Occhiuto – ove esercitare le pur legittime, anche se a volte eccessive, ambizioni personali».

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