I calabresi che vestono papi e giudici di Cassazione

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Nascono a Settingiano toghe per le più importanti cerimonie della magistratura e paramenti sacri venduti in tutto il mondo. Storia di un’emigrazione di ritorno (e di successo)

«Le toghe usate in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sono made in Calabria». La storia dell’azienda della famiglia Nisticò, raccontata dal Corriere Economia, è quella di un’emigrazione al contrario. E così da Settingiano, grazie al lavoro certosino in un settore che era esclusiva delle aziende del Nord, la Desta si è ritagliata una fetta di mercato importante. È nello stabilimento di 7mila metri quadri nel catanzarese che vengono create le pregiate tenute indossate dai più alti magistrati d’Italia e ancor prima dal Papa nei suoi viaggi apostolici.
«Siamo una piccola industria che ha un cuore artigianale», spiega Saverio Nisticò che, insieme ai genitori Maria Teresa Desta e Raffaele Nisticò e al fratello Giuseppe, guida l’azienda che porta il cognome della madre. E aggiunge: «È nato tutto da lei e dai suoi studi scolastici in un istituto di suore, dove ha imparato l’arte del ricamo e la profondità dei rituali liturgici. Nel 1982, dopo aver analizzato il mercato, e notato che le aziende di settore erano principalmente del Nord, ha comprato una macchina da cucire e, in uno scantinato, ha iniziato a realizzare abiti sacri per le chiese dei dintorni». Ora la produzione è affidata a macchine di elevata tecnologia che assicurano creazioni uniche e mai seriali. E, nel 2000, è stata acquisita la «Ars Caeli» in provincia di Milano, tra le più antiche del settore per l’arredo ecclesiastico in metallo. E quel ramo d’azienda è stato trasferito in Calabria, seguendo un percorso contrario a quello di tanti imprenditori che preferiscono spostarsi al Nord. Una piccola scalata, con la produzione di ostie, un negozio monomarca nel centro di Roma e un altro all’interno del Vaticano. I loro paramenti raggiungono gli Stati Uniti, Brasile, Indonesia e Cina. E dal 2015 vestono il presidente e i giudici della Suprema Corte di Cassazione. Per non parlare delle toghe indossate nelle più importanti cerimonie delle maggiori università italiane: la Luiss, il Politecnico di Milano, Tor Vergata, la Salesiana di Roma, l’Università di Firenze e quella di Messina, comprese tutte le calabresi.

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