4 Dicembre 2020

Presentato il 18esimo rapporto di Legambiente. La metà degli edifici nei capoluoghi di provincia è stato costruito dopo l’entrata in vigore delle prescrizioni antisismiche. Ma solo il 15% è stato sottoposto a verifica

Il XVIII Ecosistema Scuola di Legambiente, presentato oggi a Roma nel corso del secondo Forum Scuola Innova, organizzato dall’associazione ambientalista insieme a Kyoto Club e Editoriale La nuova ecologia, fa il punto sulla sicurezza degli edifici scolastici italiani e punta il dito contro le mancate promesse dell’anagrafe scolastica che risulta ancora incompleta e imprecisa, incapace di dare informazioni utili per una messa in sicurezza degli edifici che ospitano ogni giorno studenti e personale scolastico, nonostante un territorio fragile e la mancanza di manutenzione diffusa. Sicurezza e sostenibilità sono le parole chiave per progettare il futuro del “cantiere scuola”, gli obiettivi cui puntare per garantire la qualità e la vivibilità necessaria a favorire processi di formazione moderni in edifici sicuri. Il primo passo quindi è cercare di conoscere questo patrimonio, lo stato in cui versa e i finanziamenti utili alla messa in sicurezza delle scuole. L’indagine quest’anno, attraverso un questionario inviato ai Comuni capoluogo di provincia, è dedicata specificatamente alla qualità e alla sicurezza degli edifici. La scelta viene dettata dalle opportunità offerte dalle banche dati ufficiali come l’Anagrafe dell’edilizia scolastica e i cantieri aperti resi visibili nella piattaforma #Italiasicura.scuole.
In Calabria, più di un edificio su due (51,5%) delle città capoluogo della regione risulta edificato dal 1975 in poi, quindi successivamente all’entrata in vigore della normativa antisismica, contro il 36,4% della media nazionale. In una regione dove tutti gli edifici scolastici dei Comuni capoluogo risultano a rischio sismico, la verifica di vulnerabilità sismica risulta essere stata realizzata solo sul 15,5% degli edifici, il 79,9% risulta tuttavia costruito secondo criteri antisismici.
Edifici recenti ma con una importante esigenza di manutenzione urgente. Ben il 74,4% degli edifici necessita di interventi urgenti, tuttavia la capacità di spesa sia per la manutenzione straordinaria che ordinaria è significativamente sotto la media nazionale. Interventi che vengono per lo più realizzati grazie ai fondi nazionali e regionali per l’edilizia scolastica, soprattutto nel caso del Comune di Cosenza che, tra le città capoluogo d’Italia, spicca per capacità di reperire fondi e progettare. Cosenza, infatti, dichiara di possedere le principali certificazioni per la messa a norma degli edifici scolastici: certificato di collaudo statico, di agibilità, di prevenzione incendi e di impianti elettrici a norma.
In media, però, i dati sui Comuni capoluogo a livello regionale sono tutti sotto la media nazionale. Certificato di collaudo statico presente per il 47,9% contro il 54,4%, di prevenzione incendi per il 16,8% contro il 47,4%, di agibilità per il 37,8% contro il 61,2%.
Scarsa l’attenzione al problema del controllo dei solai, solo il 17,8% degli edifici scolastici ha beneficiato nel 2016 di indagini diagnostiche, sul 13,6% si è intervenuti per la messa in sicurezza.
Nonostante il sud negli ultimi anni abbia beneficiato di fondi speciali per efficienza e energetica e per l’installazione di impianti di energia rinnovabile, questi ultimi sono presenti solo nell’11,4% degli edifici scolastici (18,1% la media nazionale). Si tratta per lo più di impianti fotovoltaici (85,2%), la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, dove sono presenti gli impianti, è del 60%.
Non risultano casi certificati di amianto, per il 3,8% degli edifici scaturiscono invece casi sospetti, si rendono pertanto necessari maggiori monitoraggi per il rilevamento e successive bonifiche. Quasi una scuola su quattro risulta coperta da wi-fi, solo l’1,7% presenta reti completamente cablate.

(fonte l’altrocorriere)

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