Caso Riace, Lucano convocato in Procura

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Il sindaco dell’accoglienza sarà sentito martedì dai magistrati di Locri. Indagato per truffa, concussione e abuso d’ufficio, aveva chiesto lui stesso di poter chiarire la sua posizione prima possibile. Oggi nel paese della Locride un’iniziativa a suo sostegno

Non appena ha ricevuto l’avviso di garanzia, il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ha subito chiesto di essere sentito dai magistrati, che per martedì mattina lo hanno convocato in Procura a Locri. Assistito dai legali Antonio Mazzone e Andrea Daqua, il primo cittadino del paese divenuto simbolo mondiale dell’accoglienza ha intenzione di spiegare ai magistrati che lo hanno messo sotto indagine per truffa, concussione e abuso d’ufficio, come siano stati utilizzati quei fondi che – secondo l’impostazione accusatoria – sarebbero stati gestiti in maniera irregolare. Alla base della vicenda, secondo Lucano, ci sarebbe una scorretta e forse fin troppo rigida interpretazione delle procedure, che avrebbe portato a classificare come non rendicontabili i fondi utilizzati per dare speranza, lavoro e assistenza ai rifugiati di lungo periodo con la creazione di progetti collaterali agli Sprar. «L’accoglienza e l’assistenza ai richiedenti asilo – ha già spiegato in passato Lucano – non possono, e non devono, essere un valore a orologeria ove, scaduto il termine, il rifugiato viene abbandonato a se stesso. In realtà, l’utilità di dilatare la durata della permanenza è stata la giusta strategia per garantire l’effettivo inserimento, tanto che a oggi almeno 150 rifugiati vivono stabilmente a Riace fuori dai progetti e definitivamente inseriti nel contesto sociale ed economico». Un punto nodale della contesa fra il “modello Riace” e la burocrazia, venuto alla luce con un’ispezione prefettizia, in seguito alla quale nell’agosto scorso sarebbe stato paventato anche il blocco dei fondi relativi ai progetti degli anni precedenti. Un’impasse superata grazie ad un’ispezione ministeriale sollecitata dallo stesso Lucano, che nel settembre scorso ha ospitato per diversi giorni i tecnici del ministero dell’Interno a Riace, dove hanno avuto modo di vedere i progetti – reali e concreti – cui i fondi sono stati destinati. Elementi a quanto pare giudicati sufficienti dal dipartimento immigrazione del Viminale, che solo una settimana fa – aveva annunciato il sindaco qualche giorno prima che gli venisse notificato l’avviso di garanzia – non solo aveva assicurato l’immediato trasferimento degli arretrati, ma aveva anche invitato Lucano a presentare nuove richieste in modo da ampliare i progetti di accoglienza e integrazione. Intanto per oggi pomeriggio alle 17 è prevista nel paese della Locride una iniziativa di mobilitazione a sostegno del “modello Riace”

(fonte corriere della calabria)

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