Mar. Apr 20th, 2021

Apprezzamento bipartisan per il provvedimento, solo Pasqua fuori dal coro. E Oliverio lancia l’idea di un festival a Nicotera. Via libera all’integrazione del Piano rifiuti. Cambiano anche i confini di Petronà e Belcastro. Critiche dall’opposizione per la proroga della liquidazione dell’Afor

Da oggi la Dieta mediterranea non è solo uno stile di vita, ma uno stile di vita valorizzato da una precisa legge regionale. Il testo, che riunisce le proposte di Orlandino Greco (“Oliverio presidente”) e di Ennio Morrone (Fi), è stato approvato all’unanimità ma ha anche rappresentato una prima e ufficiale presa di distanza di Vincenzo Pasqua dalla sua ormai ex coalizione.
«Elementi fondamentali della Dieta mediterranea di riferimento di Nicotera – si legge nella relazione illustrativa – sono gli alimenti oltre lo stile di vita». La nuova norma si propone di valorizzare uno stile di vita «universalmente considerato come il regime ottimale per favorire lo stato di salute e, conseguentemente, la durata e la qualità della vita, insieme unico al mondo di pratiche alimentari, sociali e culturali». Con questa legge, spiega il presidente della commissione Sanità Michele Mirabello (Pd), «premiamo lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per arrivare a un marchio regionale che valorizzi la Dieta Mediterranea. L’obiettivo è rendere questo stile di vita e le sue caratteristiche fattori trainanti per le nuove politiche turistiche».
«Oggi – sottolinea Greco – scriviamo una pagina storica, grazie alla quale saranno valorizzate competenze e conoscenze e verranno poste le basi per un progetto di sviluppo incentrato sulle risorse umane».
Favorevole anche Mario Magno (Fi): «La legge coglie un aspetto fondamentale relativo all’alimentazione nella nostra regione».
I primi segni di “dissidenza” da parte di Pasqua, che solo pochi giorni fa ha aderito al gruppo Misto, si manifestano quando prova a far approvare diversi emendamenti per la modifica della composizione dell’Odmir (l’Osservatorio della Dieta mediterranea italiana di riferimento che avrà funzioni consultive, programmatiche e di monitoraggio). Davanti al consigliere vibonese si erge però il muro eretto dalla sua ex coalizione. Pasqua ottiene tuttavia l’appoggio del suo nuovo gruppo, che fa propri gli emendamenti poi definitivamente bocciati dal centrosinistra. L’ex membro della maggioranza decide allora di astenersi su una legge definita «carente e generica in alcuni punti».

LEGGE FONDAMENTALE Gli altri consiglieri, di maggioranza e di opposizione, la pensano diversamente. La legge «non solo è utile – precisa Giuseppe Giudiceandrea (Dp) –, ma è necessaria perché si dà alla nostra regione la titolarità di una Dieta nata in Calabria. E la Calabria avrà l’onore e l’onere di esserne rappresentante mondiale». Secondo Fausto Orsomarso (Misto), la legge «può rappresentare una nuova immagine per la Calabria». La risoluzione sulla Dieta, a parere di Domenico Bevacqua (Pd), testimonia «quanto è importante il ruolo di questo consiglio regionale e la sua capacità di fare sintesi». Dello stesso avviso Alessandro Nicolò (Fi): «Oggi si può aprire una nuova stagione rispetto a un lavoro che può caratterizzare positivamente il lavoro della massima assise calabrese». Wanda Ferro (Misto) lancia la proposta di un «tavolo tecnico» in cui coinvolgere anche Fondazione Terina affinché dia quei contenuti che rappresentano la sua ragione sociale.
«È un provvedimento rilevante per tutta la regione», osserva il presidente della Regione, Mario Oliverio: «In questa sintesi, c’è stato lo sforzo di ascoltare punti di vista diversi a favore di uno strumento fondamentale per la crescita della Calabria. Dobbiamo avere la consapevolezza che la Dieta deve diventare un fattore di grande attrattività». Il governatore ha anche lanciato la proposta di un Festival del Benessere da svolgere a Nicotera.

RIFIUTI Via libera all’unanimità anche alla integrazione del Piano rifiuti approvato lo scorso anno. Con la norma i criteri per localizzare gli impianti vengono integrati secondo una logica più razionale, spiega Oliverio: «Grazie a questa integrazione procederemo alla mappatura del territorio in modo scientifico per capire quante discariche ci sono e di quale capacità dispongono. Sulla base di questo quadro si procederà alle determinazioni in sede amministrativa».
L’integrazione al Piano, oltre a mettere al riparo da possibili contenziosi, secondo il governatore permetterà alla Calabria di avere «una programmazione rispondente alle esigenze del territorio».
«Un anno fa – ricorda ancora – abbiamo approvato il Piano regionale, uno strumento che ha stabilito le direttrici alle quali Regione ed enti locali devono attenersi. La nostra strategia è quella delle discariche zero, in un territorio in cui nel corso degli ultimi decenni abbiamo avuto un pullulare di iniziative che hanno determinato una condizione di esposizione grave della Regione. Siamo in regime di infrazione in 200 di discariche, multe che costano 200mila euro all’anno per ogni impianto». Oliverio rivendica anche i successi ottenuti in questo settore: «Nessuno può negare che c’è un netto miglioramento delle condizioni di pulizia nelle nostre città. Tre anni fa, nei capoluoghi, c’erano montagne di rifiuti. Abbiamo realizzato un’inversione di tendenza grazie a un rapporto collaborativo con i Comuni e alla raccolta differenziata, passata dal 12,5% del 2014 al 38%». Novità anche sullo smaltimento: «Stiamo lavorando a una nuova impiantistica che faccia a meno della termovalorizzazione». È il forzista Magno a sferzare il governatore: «Venga in aula a fare una relazione puntuale sullo stato della gestione dei rifiuti». Oliverio replica subito: «Sono stato io a proporre Consigli tematici. Sarebbe opportuno tenerne uno entro la fine dell’anno. Sarà l’occasione per presentare tutti i dati e i numeri». Sul punto è ancora una volta Pasqua a esprimere perplessità: «È nebuloso». Di tutt’altro avviso Giudiceandrea: «Finalmente abbiamo un parametro in più che garantirà una più equa distribuzione dei rifiuti».

PROROGA Passa, con il voto contrario della minoranza, la proposta (presentata da Sebi Romeo) che proroga di un anno la liquidazione di Afor, la vecchia azienda per la forestazione, e Comunità montane. La più critica è Wanda Ferro: «La maggioranza ci deve spiegare perché chiede ancora più tempo, se hanno fallito i commissari nominati dalla Regione e perché per altri enti pubblici non si consente la spesa per ottemperare alla liquidazione».

CONFINI Cambiano i confini territoriali dei Comuni di Petronà e Belcastro, nel Catanzarese. Il Consiglio approva la legge che modifica la cartina geografica e ingloba la località belcastrese di “Acquavona” nel Comune di Petronà. Il provvedimento, passato a maggioranza, porta la firma di Arturo Bova ed è stato illustrato in aula da Franco Sergio.
Contraria Wanda Ferro, secondo cui un «tavolo allargato sarebbe stato un modo più opportuno di procedere su questa materia». La consigliera del Misto ha anche chiesto un rinvio della legge «per un ulteriore approfondimento dei tecnici». Ad “Acquavona” attualmente risiedono 31 famiglie che si trovano a una distanza di 10 chilometri dal centro di Belcastro. La località è, di fatto, parte integrante del Comune di Petronà, da cui riceve l’erogazione di servizi pubblici essenziali.
La giunta regionale, nell’aprile 2016, aveva approvato l’indizione del referendum per far decidere i cittadini. La successiva consultazione popolare aveva dato esito favorevole.

(fonte corriere della calabria)

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