La versione di Fuda: «No alla criminalizzazione della Locride»

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Le dichiarazioni del sindaco dopo l’arrivo della Commissione d’accesso a Siderno: «La questione è politica. So benissimo che gli apparati dello Stato devono piegare la testa davanti a richieste che vengono da determinate aree. Ma ho la coscienza a posto»

Già senatore e presidente della Provincia di Reggio Calabria, Pietro Fuda si trova ora, da sindaco di Siderno, a fronteggiare le insidie che potrebbe portare l’arrivo di una commissione d’accesso che, nei prossimi mesi, dovrà indagare su eventuali infiltrazioni mafiose nell’attività amministrativa del Comune di Siderno. Eletto sindaco, nel giugno 2015, della città della Locride, Fuda non risulta nemmeno indagato, ma il suo nome è emerso in alcune recenti inchieste della Dda di Reggio che hanno confermato il forte interesse per la politica delle cosche della Locride. In un incontro pubblico tenutosi sabato mattina il primo cittadino ha commentato la recente decisione della Prefettura di Reggio di passare al setaccio gli atti del suo Comune mostrandosi sereno e sicuro del suo operato. «Ho voluto mettere in evidenza – ha detto Fuda a margine dell’incontro – che per quanto mi riguarda ben venga il lavoro della Commissione d’accesso. Anzi, se fosse arrivata prima si sarebbero già chiarite tante cose». L’arrivo della triade di ispettori prefettizi, insomma, per il sindaco di Siderno è quasi motivo di «soddisfazione», però c’è da considerare, a suo avviso, il contesto che va oltre i confini del suo Comune: «Se la commissione d’accesso a Siderno rappresenta un tassello nella situazione generale che si va delineando nella Locride, allora è bene chiarire subito le cose».
Secondo il sindaco, insomma, «si tende a criminalizzare la Locride» e la questione della Commissione d’accesso sarebbe a suo parere «prettamente politica». «So benissimo – ha infatti aggiunto – che gli apparati dello Stato devono piegare la testa davanti a richieste che vengono da determinate aree. Però io non sto combattendo le strutture dello Stato, ma proprio quelle aree politiche che tendono a dipingere una Locride in cui la delinquenza non può essere contrastata e rimossa se non con gli arresti e la criminalizzazione del territorio».
«Se avessi commesso dei reati – ha proseguito Fuda – mi sarebbe già arrivato un avviso di garanzia. Ho la coscienza a posto. Ma mi auguro che chi di competenza dica prima possibile come stanno le cose». Tutto ciò non dovrà però incidere sull’azione amministrativa: «Accelererò sui miei programmi di governo, anche se non ho un apparato tecnico-amministrativo adeguato. Ci sono opere finanziate che vanno completate. Il fatto che a Siderno si comincino ad aprire cantieri, sempre attraverso la Suap, testimonia un attivismo che può dare fastidio».
La conclusione è dedicata, nuovamente, alle dinamiche politiche, non solo locali: «Siamo vicini alle elezioni Politiche ma io – ha detto Fuda – non ho esigenze di candidature, mi farò i fatti miei e penserò solo agli interessi del Comune di Siderno. Sono convinto che una volta passato il periodo elettorale cambierà lo scenario nazionale e, spero, anche quello calabrese».

(fonte corriere della calabria)

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