Paola, ultima tappa: Renzi saluta e promette: «Calabria mai più indietro»

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Il tour del segretario del Pd si conclude nel santuario di San Francesco. Con lui tutta la truppa del partito. Ma il colloquio privato è concesso solo ad Aieta. Magorno: «Matteo ha visto tutte le criticità e le eccellenze della regione» 

Il vento forte che soffia sulla città di Paola, sul Tirreno Cosentino, piega gli alberi e i canneti al ciglio della strada e tra le foglie che volano alte vengono spazzate via anche le proteste di ieri a Reggio Calabria. L’arrivo sulla costa cosentina è un plebiscito per il segretario nazionale del Partito democratico: nessuna protesta, anzi un manipolo di giovani che raccontano come sia importante soprattutto al Sud fare politica, quella di Matteo (il tono è sempre confidenziale) chiaramente. Sono seguaci di Graziano Di Natale che, persa la battaglia con la sua candidata alle elezioni della segreteria provinciale, Angela Donato, ci tiene a far vedere al segretario nazionale come almeno nella città di Paola quel racconto della prima Leopolda è ancora intatto e vivo. E, a proposito di renziani della prima ora, non è passato inosservato lo scambio di battute privato, durato una decina di minuti, tra Renzi e il consigliere regionale Giuseppe Aieta, sotto lo sguardo “preoccupato” di Magorno, Di Natale e della deputata Stefania Covello.

AL SANTUARIO «Ma quale treno, Renzi ieri qua è arrivato in macchina». I paolani scherzano al bar. I primi caffè bagnano le labbra di una giornata autunnale. Dal colle dove sorge il santuario di San Francesco di Paola il mare è a tonalità di blu diverse. Scortato dagli agenti della questura e dal governatore Mario Oliverio, Renzi si presenta al santuario. Lo accolgono e lo portano dentro. Visita a porte chiuse e all’interno solo addetti ai lavori e dem che si riconoscono a vista dal pass bianco con il logo del partito che pende dal collo. «Chissà se beve dal coppolino», i riti religiosi e la Calabria con vista dal lato finestrino, quello dove siede il segretario. «Dobbiamo investire sulla 106 e sulle eccellenze dell’agroalimentare che ho avuto modo di provare ieri». Renzi dice le sue prime parole: «Dobbiamo investire sulle infrastrutture sulla mobilità, si tratta di una regione che si trova indietro rispetto al resto del Paese».

PAOLA STAZIONE DI PAOLA Il megafono che gracida la voce che gestisce il traffico ferroviario è spento. Sul binario 1 c’è solo il treno del Pd marchiato “Destinazione Italia”. Agenti e transenne organizzano l’ordine pubblico mentre la bronzea statua di San Francesco è decorata con i fiori. Scappa rapido il segretario, arriva al treno e saluta tutti mentre un applauso più o meno spontaneo lo ringrazia per essere venuto. Il segretario regionale Ernesto Magorno è molto soddisfatto. «È stata una visita più che positiva. Direi che il segretario ha visto le criticità della nostra regione e anche le nostre eccellenze». I discontinui dei vigili del fuoco scendono dal treno. «Aspettiamo il 30 novembre. È il giorno in cui dovrebbe essere approvata la legge di stabilità – dicono –. Ci sono 16mila unità che aspettano una risposta. A lato, anche chi si occupa di disabili in Calabria. «Vogliamo sapere come mai il mondo dei disabili subisca continui tagli – spiega la presidente di “mamme indispensabili” – vorrei discutere di questo con il presidente Oliverio: la situazione è veramente drammatica». Il treno tarda a partire e Renzi compare per un ultimo selfie. Mentre un operaio con ghigno dice: «Sì, che nel frattempo saluto la pensione anche per l’anno prossimo».

(fonte l’altrocorriere)

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