PROCESSO ‘COSA MIA’: 5 ERGASTOLI SEPPELLISCONO LE COSCHE DI PALMI

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Ai 4 ergastoli della sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Palmi il 30 luglio 2013, si aggiungono un quinto ergastolo inflitto in appello su richiesta del pm e oltre 300 anni di reclusione in totale. Termina così con la decisione della Cassazione, il processo condotto contro la ‘ndrangheta di Palmi e denominato “Cosa Mia”. Nella tarda serata di ieri la decisione della Suprema Corte relativa al troncone abbreviato del processo. La maxi inchiesta che ha svelato lo strapotere delle cosche della Piana sui lavori di ammodernamento del V Macrolotto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, ma che ha anche ricostruito ruoli e dinamiche delle cosche Gallico di Palmi e Bruzzise di Seminara, impegnati per anni in una faida sanguinaria che tra il 1980 e il 1988 ha condotto all’omicidio di 52 persone. Il carcere a vita, al termine di una lunga camera di consiglio, quindi, è stato confermato per Domenico Gallico, per Lucia Giuseppa Morgante,per Carmine Demetrio Santaiti ed infine per Antonio Cilona. Con questa decisione gli Ermellini, ribadendo la sentenza di secondo grado, hanno ufficializzato che nel tratto del V macrolotto della Salerno-Reggio Calabria, tra Gioia Tauro e Scilla, le cosche estorsero denaro alle ditte che lavoravano al rifacimento dell’A3 imponendo, nello stesso tempo, aziende di comodo e manovalanza. Gli inquirenti avevano anche ipotizzato l’imposizione del pizzo pari al 3% del valore dei lavori assegnati.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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