PROCESSO ‘SAGGIO COMPAGNO’: 3 SECOLI DI CARCERE CONTRO LE COSCHE DELLA PIANA

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Otto assoluzioni e 34 condanne, per un totale di circa 300 anni di carcere, si chiude così il processo di primo grado scaturito dall’operazione denominata “Saggio Compagno”. Il procedimento giudiziario prese avvio inseguito all’inchiesta della Dda reggina, eseguita dai carabinieri del comando provinciale contro la locale di ‘ndrangheta di Cinquefrondi. Tra gli assolti l’ispettore di polizia Francesco Oliveti, investigatore della polizia giudiziaria del commissariato di Polistena. Il poliziotto era accusato di avere riferito a Rocco Ieranò, divenuto collaboratore dopo l’arresto, di essere intercettato e di avere passato dati investigativi a un altro pregiudicato. Accuse, tuttavia, smontate dalla difesa che ha dimostrato, in merito alla prima accusa, che nei giorni in cui la procura collocava la “soffiata” Oliveti si trovava negli Stati Uniti, mentre per la seconda, il colloquio con il pregiudicato era con una fonte confidenziale usata per una indagine condotta dal commissariato di Polistena. Assolti anche Armando Foti, Salvatore Foriglio, Michele Ierace(classe 1991), Domenico Ladini, Diego Lamanna, Maurizio Monteleone e Vincenzo Papasidero. La condanna più pesante 20 anni, invece, è stata comminata al presunto boss Giuseppe Ladini. L’operazione Saggio Compagno scattò all’alba del 15 dicembre del 2015 a Reggio Calabria, Roma, Verbania e Vibo Valentia quando i Carabinieri eseguirono il fermo di 36 persone accusare a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, ricettazione, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento personale, traffico e detenzione illecita di stupefacenti, estorsione, furto, introduzione nello Stato di monete false e danneggiamento.

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