‘PROCESSO VULCANO’: QUASI 300 ANNI DI CARCERE CONTRO I NARCOS DI GIOIA TAURO

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Poco meno di tre secoli di carcere contro i narcotrafficanti di Gioia Tauro finiti al centro della maxi inchiesta denominata “Vulcano”. Il gup distrettuale di Reggio Calabria, ieri, ha accolto quasi totalmente le richiesta del pubblico ministero Francesco Ponzetta. 22 gli imputati alla sbarra che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato e che hanno rimediato condanne dai 20 a 1 anno e otto mesi di carcere.
L’operazione della Guardia di Finanza fu curata dalle Dda di Reggio Calabria e Napoli, ed è scattata nel luglio dello scorso anno quando le Fiamme Gialle spedirono, in un primo momento, 15 persone accusate di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina per conto delle potenti cosche di ‘ndrangheta Molè, Piromalli, Alvaro, Crea e Pesce, tutte attive nella Piana di Gioia Tauro. Nell’ambito della prima tranche dell’inchiesta furono sequestrati 80 chili di cocaina purissima rinvenuta all’interno di uno degli oltre mille e 500 containers imbarcati sulla nave mercantile “MSC Poh Lin”. Furono circa 300 i militari che effettuarono il sequestro preventivo e la contestuale perquisizione della nave e di circa 1500 container su quest’ultima imbarcati o scaricati, nonché hanno eseguito numerose perquisizioni in Calabria e in Campania. L’operazione ha svelato una nuova metodologia di importazione della cocaina basata sugli operatori portuali infedeli che, sfruttando le mansioni esercitate all’interno degli scali portuali, effettuavano, dietro precise disposizioni, l’apertura dei container d’interesse nonché il prelievo del carico illecito con il trasbordo della cocaina in mare aperto, da una cargoship a piccole imbarcazioni, in una zona meno presidiata dalle forze di polizia.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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