Mar. Apr 20th, 2021

Tempi biblici per assegnare la ristorazione della Cittadella (nonostante due ricorsi a favore dell’azienda vincitrice) mentre per il “Siurp” si accelera (con sentenza sfavorevole). Le strane logiche della trimurti Apicella-Praticò-Zito

A un mese dalla dichiarata intenzione del governatore Mario Oliverio di dare una svolta  al vecchio andazzo della Regione Calabria, non solo stentano a cogliersi risultati concreti ma, anzi, la peggiore burocrazia appare assoluta padrona del campo.
Neanche il tempo di metabolizzare i bandi di gara nei quali si prevede, con disinvoltura, che il merito delle pratiche ceda il passo alla “discrezionalità” dei burocrati messi a giudicare le stesse, ed ecco una nuova “perla” che questa volta stende il manto della discrezionalità anche sull’applicazione delle regole rispetto alle gare d’appalto oggetto di contenzioso. A tirare le fila, per un verso o per l’altro, sempre i vertici del dipartimento Segretariato, Fondi comunitari e Presidenza, vale a dire proprio le tre strutture apicali che dovrebbero essere sotto il diretto coordinamento del presidente Oliverio.
Ricordate la gara per l’affidamento della ristorazione all’interno della cittadella regionale? L’azienda vincitrice, la RistorArt, a quasi un anno (febbraio 2017) dall’aggiudicazione attende ancora di firmare il contratto. Si disse, e si scrisse sui giornali,  che alla Regione qualcuno (chi?) aveva deciso che era meglio attendere il pronunciamento del Tar, al quale aveva fatto ricorso un’azienda battuta. Poi quando il Tar diede torto alla ricorrente e riconobbe corretta l’aggiudicazione, si prese altro tempo arrivando a modificare anche il bando di gara, cosa ovviamente vietata dalla legge e prevista come punibile dal reato di turbativa d’asta. Fu chiaro che non si intendeva assegnare alla RistorArt il lavoro vinto, nella speranza che nelle more arrivasse un pronunciamento del Consiglio di Stato che ribaltasse quello del Tar. Pur di prendere tempo si richiese una convenzione con l’Asp per il controllo sugli alimenti forniti nella mensa aziendale. Una richiesta ridicola che la stessa Asp evase in una giornata, evidenziando che i controlli sono dovuti per legge e non abbisognano certo di una convenzione. Come dire che se un ristorante non fa una convenzione con l’Asp sarebbe esentato da qualsivoglia controllo e lasciato libero di intossicare i suoi clienti. Ma la burocrazia regionale della trimurti Apicella-Praticò-Zito ha sempre avuto grande sprezzo del… ridicolo. Così ha lasciato non firmato il contratto e costretto la RistorArt a presentare un esposto in Procura. Nel frattempo, per la cronaca, anche il Consiglio di Stato si è pronunciato e ha confermato il rigetto del ricorso e l’aggiudicazione della mensa aziendale alla RistorArt, con buona pace dei traccheggiatori che guidano la burocrazia regionale.
Proprio muovendosi in questo ambito oggi viene fuori che in caso analogo gli stessi burocrati, però, hanno tenuto un comportamento diametralmente opposto, con tanti saluti alla terzietà della pubblica amministrazione. Nei prossimi giorni, infatti, si discuterà davanti al Consiglio di Stato il ricorso proposto dalla Rti che, nel maggio 2016, ebbe ad aggiudicarsi la “Gara Siurp” consentendo un risparmio di seicentomila euro alla Regione Calabria. Contro quella aggiudicazione venne presentato ricorso ed il Tar lo accolse annullando la gara. In questo caso, però, la Regione Calabria non solo decide di non costituirsi nel giudizio, pure in presenza di una segnalazione della Rti ricorrente che sottolinea l’interesse economico della Regione, visto il risparmio di seicentomila euro, ma anzi procede alla “esecuzione anticipata del contratto” in modo da mettere l’azienda che aveva perso la gara al riparo da possibili interventi sospensivi da parte del Consiglio di Stato. Adesso si andrà nel merito e sarà interessante capire bene, qualora il Consiglio di stato dovesse confermare le ragioni della Rti che vinse la gara, chi pagherà il danno erariale di una “esecuzione anticipata del contratto” a dir poco avventata.
In ogni caso, resta, anche sul tavolo degli inquirenti, questo strabismo dei grandi sacerdoti della Burocrazia regionale che in un caso negano il contratto a chi ha vinto la gara, nell’altro si affrettano, invece, a firmare una anticipazione del contratto in favore di chi la gara l’ha persa.
Tutto ciò in attesa che la guerra senza quartiere alla malaburocrazia  proclamata da Mario Oliverio diventi qualcosa di più concreto di un… proclama.

(fonte corriere della calabria)

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