Regione, il voto dei consiglieri diventa un caso politico

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Prima riunione ufficiale della Giunta per il regolamento. Che ha discusso su come considerare l’intenzione di un eletto che non alza la mano. In attesa di una modifica delle procedure. Presto il sistema elettronico?

Questioni di lana caprina in attesa del voto elettronico in consiglio regionale: come deve essere conteggiato il voto di un eletto che non esprime in modo palese il suo orientamento rispetto a una legge o a un provvedimento? È favorevole, contrario o astenuto? Una questione che sarebbe addirittura surreale, in un sistema democratico efficiente, ma che è stata al centro della prima riunione della Giunta per il regolamento, che si è insediata oggi a ormai tre anni dall’inizio della legislatura. Un ritardo di prammatica, puntualizzano i consiglieri regionali che hanno partecipato ai lavori. Del resto, la “commissione” non ha poteri deliberativi, né approva atti, ma è una sorta di organismo consultivo che ha il compito di approfondire alcune tematiche procedurali.
Dopo le polemiche sulla scarsa trasparenza nelle operazioni di voto – alimentate da Orlandino Greco prima («in consiglio regionale i voti sono truccati») e da Mimmo Tallini nel corso dell’ultima seduta – a Palazzo Campanella dunque torna di attualità il tema delle votazioni in aula.

ALZATA DI MANO La Giunta – presieduta dal capo dell’assemblea Nicola Irto e composta da Giuseppe Neri (Dp), Francesco Cannizzaro (Cdl), Domenico Battaglia (Pd), Mimmo Tallini (Misto), Flora Sculco (Cir), Alessandro Nicolò (Fi), Giovanni Nucera (La Sinistra), Mario Magno (Misto) e Giovanni Arruzzolo (Ncd) – ha dunque approfondito la seguente questione: un consigliere che non alza la mano durante l’approvazione di una legge, ha espresso voto favorevole o si è astenuto? In breve: come considerare il voto “non palese”?
Diverse le interpretazioni esposte, ma pare che dalla Giunta sia infine emerso l’orientamento di considerare favorevole il voto non espresso dai singoli consiglieri. Non è un parere e la “risoluzione” non è stata quindi approvata, ma già dai prossimi appuntamenti istituzionali potrebbe essere accettata a maggioranza una prassi di questo tipo. In attesa di una accelerazione nel senso di una maggiore trasparenza nei procedimenti legislativi.
Pare che il presidente Irto, alla prima Conferenza dei capigruppo utile, sia intenzionato a porre ufficialmente la questione, con un preciso invito ai consiglieri regionali affinché «vengano approvati, nel minor tempo possibile, nuovi sistemi di voto».
Il riferimento è, ovviamente, al sistema di rilevazione elettronico, che potrebbe mettere fine definitivamente ai dubbi sulla correttezza del voto e permettere di conoscere con certezza l’orientamento politico di tutti i rappresentanti dell’assemblea.
Il testo di legge c’è già e porta la firma di Franco Sergio (Oliverio presidente). Ma finora è rimasto chiuso in un cassetto.

(fonte l’altrocorriere)

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