5 Dicembre 2020

Fitto colloquio di mezz’ora nell’automobile dell’arcivescovo. Nella conversazione speranze, distanze tra Chiesa e politica calabrese e il ricordo di Giorgio La Pira

In mezzo agli assalti multipli dame di carità e politici in cerca di selfie, Matteo Renzi si è ritagliato mezz’ora per un incontro inatteso e importante. Quasi clandestino, stando allo scenario e alle dinamiche con le quali si è svolto. Un vicoletto di Catanzaro, un’auto in sosta e una “coppia” intenta a discutere della Calabria e non solo. Nell’automobile c’erano l’ex premier e il presidente della Conferenza espiscopale calabra, monsignor Vincenzo Bertolone. Il vescovo di Catanzaro e il segretario del Partito democratico presi da una conversazione fitta e ricca di spunti. E, pure, di qualche citazione che è, per entrambi, punto di riferimento. Su Giorgio La Pira sindaco di Firenze Matteo Renzi ha confezionato la propria tesi di laurea. Ed è inevitabile che Bertolone abbia ripensato alla figura di uno degli esempi dell’impegno cattolico in politica. Ma di La Pira non ce ne sono molti. E allora il discorso del presidente della Cec non ha potuto evitare una virata sull’amarezza: la politica, a parte qualche eccezione, finisce per deludere le aspettative. E, soprattutto, non registra la stessa accelerazione voluta dalla Chiesa calabrese negli ultimi anni nella messa al bando della criminalità organizzata. Un dialogo utile al segretario del Pd, arrivato in Calabria sul “suo” treno per prendere contatto con una regione sulla quale punta molto, al di là dell’impegno elettorale. Il confronto con la Chiesa, per chi arriva da una solida tradizione cattolica, non poteva mancare. E, tra le speranze e qualche amarezza di Bertolone, Renzi ha certamente racimolato materiale per il suo “racconto” della Calabria. Che non è soltanto quello mediato dai gerarchi dem.

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