3 Dicembre 2020

Esposto di Nesci e Parentela (M5s) sulla consulenza dell’ex consigliere regionale: «Guadagna 2.800 euro al mese più contributi e rimborsi ma non potrebbe occupare la poltrona di consulente. È il favore di Oliverio a un amico»

Franco Pacenza è più di un consulente del presidente della giunta regionale. È una sorta di assessore ombra alla Sanità: partecipa, per conto di Oliverio, alla Conferenza Stato-Regione ed è uno dei consiglieri più ascoltati del governatore. La sua nomina è finita al centro di un esposto firmato dai deputati del Movimento Cinquestelle Dalila Nesci e Paolo Parentela. Per i pentastellati, l’ex consigliere regionale dei Ds non avrebbe alcun titolo a occupare quella poltrona in prima linea.
«È l’ennesima nomina illegittima del governatore Mario Oliverio, detentore del record in materia, quella, contraria alla legge, di Franco Pacenza quale proprio consulente per la sanità – scrivono Nesci e Parentela –. Allo stato degli atti essa appare un favore a un esponente del Pd, già più volte consigliere regionale, che ora incassa 2.800 euro netti al mese più contributi previdenziali e rimborsi e che partecipa, peraltro, alla Conferenza Stato-Regioni». I due chiedono alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti di avviare le indagini e hanno investito del caso anche l’Ispettorato per la Funzione pubblica, l’Anac, il Collegio dei revisori della Regione Calabria e la commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale.
I parlamentari, che hanno formalmente invitato Oliverio all’immediata revoca dell’incarico in questione, hanno pure informato la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché il commissario per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale. «Pacenza non poteva affatto essere nominato – commentano i due 5stelle – anche perché, come richiesto dalla legge,l’amministrazione regionale doveva avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno e perché la prestazione doveva essere di natura temporanea e altamente qualificata, mentre il ripetuto rinnovo dell’incarico in argomento contrasta con la sua natura temporanea e nel merito manca congrua motivazione sul punto dell’alta qualificazione».
«Da nuovo Pilato, Oliverio – concludono Nesci e Parentela – ha rinunciato al ruolo di rappresentanza politica dei calabresi in ambito sanitario, a vantaggio di un suo amico che non ha alcuna rilevanza politica e tecnica».

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