Mer. Apr 14th, 2021

I finanzieri della Tenenza di Tropea, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Giudice per
le Indagini Preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, hanno sottoposto a sequestro i beni di alcune
imprese e società vibonesi, nonché dei rispettivi amministratori, operanti nel settore delle
costruzioni edili e del turismo, indagati per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di
fatture per operazioni inesistenti emesse da altri soggetti economici, costituite principalmente per
assolvere il ruolo di “cartiera”.
In particolare, nel corso di una verifica fiscale nei confronti di una società di gestione di un noto
residence turistico del litorale vibonese, le Fiamme Gialle hanno scoperto che la stessa, al fine di
evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, nelle dichiarazioni annuali, si era avvalsa di
fatture per operazioni inesistenti, emesse da una società collegata, utilizzate per documentare
costi in realtà mai sostenuti, al fine di abbattere l’imponibile da sottoporre a tassazione e di
consentire un’indebita detrazione di IVA.
Più nello specifico, l’attività ispettiva condotta dalle Fiamme Gialle ha fatto emergere il
coinvolgimento di altri tre soggetti economici in una radicata e fidata correlazione tra di loro,
fondata su legami familiari e intrecci societari, nell’ideazione e realizzazione di una frode fiscale
volta all’alterazione dei risultati economici di esercizio e dei connessi obblighi tributari, che ha
portato ad un’evasione di imposta quantificata in un milione e duecentomila euro.
Nei confronti degli amministratori delle società e delle imprese individuali coinvolte è scattata, a
vario titolo, la denuncia per i reati tributari di emissione ed utilizzazione di fatture false, in esito
alla quale, su richiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, il GIP del Tribunale ha
disposto il sequestro di beni immobili e valori mobiliari intestati ai soggetti giuridici e agli indagati,
per un importo equivalente all’imposta evasa, finalizzato a garantire, in caso di condanna, la
confisca dei beni stessi per un valore pari al profitto conseguito con l’evasione fiscale perpetrata.

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