Serie C | Tris del Catanzaro all’Akragas

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CATANZARO – AKRAGAS 3-1

CATANZARO (4-3-3): Nordi; Zanini, Riggio, Sirri, Marin (16′ st Onescu); Spighi, Maita, Benedetti; Falcone (35′ st Infantino), Letizia (39′ st Imperiale), Puntoriere (16′ st Cunzi). In panchina: Marcantognini, Nicoletti, Marchetti, Di Nunzio, Kanis, Pellegrino, Lukanovic, Anastasi.All: Erra

AKRAGAS (3-5-2): Vono; Mileto, Pisani, Russo (45′ st Navas); Scrugli (33′ st Franchi), Carrotta (38′ st Moreo), Vicente, Longo, Sepe; Salvemini, Parigi. In panchina: Lo Monaco, Ioio, Caternicchia, Canale, Greco, Gjuci, Rotulo, Saitta. All: Di Napoli

ARBITRO: Lorenzin di Castelfranco Veneto

MARCATORI: 5′ pt Letizia (C), 17′ pt Riggio (C), 35′ pt Sepe (A), 39′ st Cunzi (C)

NOTE: Ammoniti Onescu (C), Vono (A) e Carrotta (A). Recupero: 1′ pt, 5′ st.

CATANZARO – A dieci giorni dalla sconfitta contro il Lecce il Catanzaro ritorna al Ceravolo e stavolta ottiene i tre punti utili a risalire la china in classifica.

Partenza arrembante dei giallorossi che, consapevoli della propria superiorità tecnica, cercano subito di comprimere l’avversario nella propria metà campo. Inizio promettente che dà i suoi frutti già al quinto minuto quando un intervento scomposto in area siciliana di Pisani su Tony Letizia induce l’arbitro ad assegnare il penalty ai padroni di casa. Sul dischetto si presenta proprio il numero diciotto, stasera schierato da punta centrale, che spiazza l’ex Vono. L’approccio di Benedetti e compagni è convinto, tanto da generare una pericolosa palla gol appena cinque minuti più tardi, quando Puntoriere, innescato da Falcone, spedisce di poco a lato. E’ il preludio al gol del due a zero, timbrato al 17′ da Riggio, colpevolmente libero di staccare in area e insaccare il corner battuto da Letizia. A questo punto gli uomini di Erra provano a gestire le energie e abbassano il ritmo. L’Akragas però pian piano prende campo fino a dimezzare lo svantaggio a dieci minuti dal termine del primo tempo, quando Salvemini ruba il pallone a Zanini e offre a Sepe l’assist per il due a uno. Nel Catanzaro inizia a subentrare una certa insicurezza tant’è vero che al 38′ i siciliani sfiorano il pareggio quando da dentro l’area Parigi, su suggerimento di Scrugli, non centra il bersaglio. I giallorossi riescono comunque a guadagnare gli spogliatoi ancora in vantaggio, aspetto fondamentale per riorganizzarsi e disputare un secondo tempo all’altezza.

Il secondo tempo si apre ancora con gli ospiti alla ricerca del pareggio. Il Catanzaro lascia il controllo agli avversari ma sembra subire meno che nel finale del primo tempo. In questa fase l’Akragas ha comunque un’occasione pericolosa al 13′, quando su conclusione di Salvemini, il più vivace tra i suoi, Nordi respinge e Riggio riesce ad avitare provvidenzialmente la deviazione in porta di Parigi. Erra allora prova a dare una scossa al match inserendo Onescu e Cunzi al posto di Marin e Puntoriere. Col passare dei minuti l’Akragas non riesce a creare presupposti offensivi interessanti e il Catanzaro si riaffaccia dalle parti di Vono con un bel sinistro al volo di Zanini al 23′. Nel frattempo c’è spazio anche per l’esordio in campionato del rientrante Infantino, che a dieci dal termine rileva Falcone. I giallorossi in questa fase sembrano più tranquilli e al 39′ chiudono il match col definitivo 3-1: è Evan Cunzi a punire i siciliani con un pallonetto dopo una bella discesa sulla destra proprio del neoentrato Infantino, che cinque minuti più tardi sfiora il quarto gol dopo una serie di dribbling.

Dopo cinque minuti di recupero il Catanzaro si aggiudica la terza vittoria stagionale e raggiungendo al settimo posto il Matera con 10 punti, in attesa di recuperare il match con la Sicula Leonzio. La vittoria dà morale ma non bisogna adagiarsi sugli allori: dopo un inizio aggressivo e volenteroso le aquile hanno colpevolmente abbassato il ritmo, quasi concedendo il pareggio agli uomini di Di Napoli. Erra dovrà ripartire dallo spirito del primo tempo e da alcune interessanti variabili della rosa, come Cunzi e Infantino, particolarmente brillante quest’ultimo. Per coltivare l’ambizione è necessario non staccare la spina e avere continuità di risultati.

 

Emanuele Mongiardo

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