Il Tar decapita il Comune di Villa

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Il tribunale amministrativo annulla la nomina del vicesindaco disposta dal sindaco Siclari. Che non poteva approvare atti in quanto già sospeso con la Severino. Ora l’Ente è senza una guida. La deputata Dieni: «Sentenza annunciata, si ripristini legalità»

Nuovo terremoto amministrativo al Comune di Villa San Giovanni. Il Tar della Calabria (sezione di Reggio Calabria) ha annullato l’atto con cui il sindaco “sospeso” Giovanni Siclari ha nominato il suo vicesindaco, Maria Grazia Richichi, e il provvedimento con cui quest’ultima ha comunicato in consiglio comunale la composizione della nuova giunta. Dalla sentenza – emessa dal collegio composto dai giudici Filippo Maria Tropiano (presidente), Angela Fontana e Donatella Testini – si evince dunque la nullità di tutti gli atti adottati dalla sindaca “reggente” dal momento della sua nomina fino a oggi. La decisione, presa in seguito ai ricorsi presentati da diversi consiglieri comunali ed ex candidati, determinerà un nuovo periodo di incertezza nel Comune dello Stretto che, vista la “decadenza” di Richichi, adesso si ritrova senza una giunta. Il Tribunale ha già disposto la trasmissione della sentenza al prefetto Michele Di Bari «per le determinazioni di sua competenza».

LA  VICENDA Il caso trae origine dalla candidatura a sindaco di Siclari che, in qualità di assessore della giunta comunale diretta dal sindaco Rocco La Valle (oggi finito in carcere nell’ambito di una diversa inchiesta della Dda di Reggio), era stato condannato a un anno di reclusione per abuso d’ufficio insieme ad altri assessori per via della vicenda Bandafalò, una concessione demaniale illegittima relativa a uno stabilimento balneare. Quella condanna aveva poi portato alla decadenza dell’amministrazione successiva, guidata da Antonio Messina. Malgrado la sospensione «di diritto» prevista dalla legge Severino e scattata in seguito alla pronuncia del tribunale, Siclari aveva comunque deciso di scendere in campo a capo della lista “Leali per Villa”, che ha poi conquistato il Comune alle elezioni dello scorso giugno con il 33% dei voti. Subito dopo la sua proclamazione e quella degli eletti, il neo sindaco aveva nominato Richichi assessore, affidandole anche l’incarico di vicesindaco. Una designazione studiata per garantire comunque una reggenza in assenza del primo cittadino eletto. Ma l’intera procedura, secondo il Tar, è illegittima e va annullata.

LE MOTIVAZIONI Per i giudici la sospensione di diritto cui è soggetto Siclari «produce effetto nel momento stesso in cui vi è la proclamazione degli eletti e inibisce l’esercizio delle pubbliche funzioni a chi sia stato già condannato in sede penale». In altre parole, «l’inibizione all’esercizio delle pubbliche funzioni non discende dall’atto del prefetto (che accerta la sussistenza della causa di sospensione, al fine di renderlo noto “agli organi che hanno convalidato l’elezione o deliberato la nomina”), tanto che neppure l’atto va notificato all’interessato, ma dipende dalla preclusione derivante di per sé dalla condanna di primo grado». Di conseguenza, con la nomina di Richichi quale vicesindaco, sottolinea ancora il Tar, Siclari «ha emanato un atto riferibile allo status di sindaco, le cui funzioni non poteva esercitare, perché sospeso di diritto a seguito della condanna riportata in sede penale» e ha consentito la nomina della giunta sulla base di un procedimento diverso da quello previsto dall’articolo 46 del testo unico, «per il quale il sindaco nomina i componenti della giunta, e non il vicesindaco designato da un sindaco cui è inibito l’esercizio delle funzioni».

PROCLAMAZIONE LEGITTIMA Il tribunale ha tuttavia ritenuto «infondate» le censure dei ricorrenti riguardo alla presunta illegittimità del verbale di proclamazione di tutti eletti, dovuta al fatto che non si sarebbe dato atto della circostanza che Siclari versava in una situazione di «sospensione di diritto». Infatti, chiariscono i giudici, «nessuna disposizione prevede che il verbale debba necessariamente dare atto di tale circostanza e comunque nessuna disposizione prevede alcun potere esercitabile dalla assemblea dei presidenti di sezione, pur quando espressamente risulti che il candidato proclamato eletto sia “sospeso di diritto”». Queste disposizioni non prevedono insomma «che il verbale debba riguardare altri aspetti, pur giuridicamente rilevanti, delle singole posizioni soggettive dei candidati risultati eletti».
Ora la situazione è questa: Villa ha un consiglio comunale legittimo ma è priva di un sindaco così come di un reggente. Un’impasse amministrativa che toccherà al prefetto risolvere. Con un nuovo commissariamento in attesa di tornare al voto?

DIENI: SENTENZA ANNUNCIATA Sulla vicenda è subito intervenuta la deputata del M5S Federica Dieni: «Il Tar ha certificato quanto abbiamo sempre detto: l’amministrazione di Villa San Giovanni è abusiva. Per la città si apre un nuovo periodo di caos e incertezze che si poteva evitare. Ora ci aspettiamo le scuse di tutti quei personaggi interessati che, con l’atteggiamento dei luminari del diritto, avevano bollato le nostre denunce come sciocchezze».
«La sentenza dei giudici amministrativi – continua la parlamentare – conferma quanto andavamo dicendo fin dalla candidatura di Giovanni Siclari a sindaco e ribadisce l’illegittimità della nomina di Maria Grazia Richichi quale vicesindaco. Perfino il ministro ai Rapporti con il Parlamento Finocchiaro, rispondendo a una mia specifica interrogazione, aveva legittimato “politicamente” un modus agendi palesemente in contrasto con le norme di riferimento».
«Il pronunciamento dei giudici, infatti – prosegue Dieni –, era assolutamente prevedibile e da me preannunciato. Già la Cassazione, in riferimento al caso De Magistris, aveva precisato che la sospensione dalla carica di sindaco consegue direttamente ed esclusivamente alla condanna penale dell’eletto, in quanto il decreto prefettizio che accerta la sussistenza della causa di sospensione è provvedimento non discrezionale, ma vincolato e che si limita ad accertare l’effetto sospensione prodotto ope legis e non ha, dunque, efficacia costitutiva. Questo precedente sarebbe dovuto bastare per comprendere la sospensione immediata di Siclari e, di conseguenza, per ritenere nulli i suoi atti».
«Il governo – conclude Dieni –, ignorando queste precise segnalazioni, si è dunque preso una grave responsabilità e ha consentito a un’amministrazione abusiva di guidare un territorio complesso come quello di Villa San Giovanni. Il nostro auspicio è che ora il prefetto rimuova al più presto una giunta illegittima al fine di ripristinare la piena legalità istituzionale».

(fonte corriere della calabria)

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