Calabria: “furbetti del cartellino” in Consiglio regionale, Nesci (M5S) replica a Neri, “scuse inutili, Irto risponda”

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«Sulle misure adottate contro eventuali “furbetti del cartellino” in Consiglio regionale, Giuseppe Neri ha utilizzato una toppa peggiore del buco». Lo afferma la deputata M5s Dalila Nesci, replicando alle giustificazioni rese dal segretario questore del Consiglio regionale della Calabria sulla vicenda della recentissima introduzione di un sistema elettronico di rilevazione delle presenze dei dipendenti delle strutture speciali dello stesso Consiglio. La parlamentare 5stelle contesta: «Il segretario questore Neri ha speso fiumi di parole per giustificare l’incomprensibile deliberazione con cui si rinvia al primo luglio del 2018 l’utilizzo esclusivo della timbratura elettronica introdotta». «I calabresi – incalza la parlamentare – hanno il diritto di sapere chi sono, quanti sono e quanto costano i dipendenti delle strutture politiche del Consiglio regionale. Hanno il diritto di sapere perché per tali dipendenti non c’è stata finora la rilevazione delle presenze tramite la timbratura elettronica e, soprattutto, perché il Consiglio regionale ha ora consentito la possibilità di attestare le presenze anche su fogli di carta sino al 30 giugno 2018, guarda caso sino a dopo le prossime elezioni politiche». «Il presidente Nicola Irto – conclude Nesci – deve assumersi la responsabilità politica di fornire risposte dirette, puntuali e precise, perché a nessuno dei dipendenti delle strutture politiche del Consiglio regionale può e deve essere consentito di restare a casa e, con i soldi dei cittadini calabresi, di andarsene in giro per l’imminente campagna elettorale».

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