Gio. Apr 22nd, 2021

Un duro colpo è stato assestato stamane all’organizzazione criminale della Sacra Corona Unita: i Carabinieri del ROS, con l’operazione denominata “Lampo”, ne hanno sgominato una frangia tra Bari, Rosarno- Taranto e Barletta-Andria-Trani. I fermi sono stati disposti dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce con capi di accusa pesantissimi quali associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e danneggiamento. Grazie alle scrupolose indagini sono emersi in particolare i collegamenti tra la cosca Bellocco di Rosarno e le infiltrazioni nel mercato tarantino del pesce: l’organizzazione criminale gestiva delle società nel settore intestate fittiziamente a dei prestanome ed aveva acquisito una posizione di privilegio utilizzando metodi mafiosi per fare piazza pulita dei concorrenti. I collegamenti tra ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita non sono nuovi ad indagini. Solo poco tempo addietro, infatti, la Commissione parlamentare antimafia attraverso un importante rapporto aveva rivelato che la criminalità organizzata calabrese aveva messo gli occhi su Taranto, ma non solo. Secondo l’Antimafia sotto l’influenza mafiosa calabrese ci sarebbe già metà provincia. Ad accomunare la mafia calabrese che sguazza nel Tarantino a quella leccese e brindisina è il core business degli affari: la droga. Quell’interesse, che le altre criminalità hanno ormai superato, nella Puglia meridionale è il collante che tiene unite realtà anche molto diverse tra loro. “Paradossalmente – è stato spiegato – la forza della Scu sta nella sua configurazione reticolare, senza vertice, con famiglie che si spartiscono pacificamente il Salento. E se questo rende possibili operazioni di smantellamento delle singole realtà, ciò però complica la completa bonifica del territorio”. Aspetto, quest’ultimo, di contatto con la realtà criminale calabrese.

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