ECCELLENZA | LOCRI-SIDERNO -4: SCHIRRIPA E L’AMARANTO NEL CUORE

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“Domenica una sfida da gustare e spero che vinca il Locri.” Dal gol al Siderno alle gare con Galati e Scorrano come compagni di squadra.

Un derby con tante storie da raccontare. Una di queste di porta dritti a Giuseppe Schirripa, nativo di Portigliola, a due chilometri da Locri, dove oggi vive e lavora. E dove ha iniziato a giocare da piccolo, 15 anni, in Promozione, per poi ritornarci negli anni d’oro della D e della C2 sfiorata nel famoso match con il Crotone. Ma Schirripa il “suo” Locri lo ha affrontato anche da avversario con il Siderno, oltre ad allenare la Juniores giusto per spirito di servizio.
Classe 1973, da difensore centrale si è trasformato in esterno di centrocampo. Ha percorso chilometri in quantità industriale ed ha mandato in gol tanti compagni. Ma quando è servito di reti ne ha fatte tante anche lui. Otto gol nel torneo di Eccellenza 1995/96. quello della vittoria sfiorata, della finale di coppa italia perduta e del ripescaggio. E poi ecco le 9 reti in Serie D nella stagione 1998/99 e il record personale di marcature, sempre con il Locri, ma in Promozione, nel torneo 2003/04 (12 volte a segno).
Ha tanto da dirci, Peppe Schirripa, perchè tante ne ha viste e vissute da protagonista. E’ stato uno dei calciatori più forti visti in Calabria e avrebbbe meritato palcoscenici di categoria superiore, però pure fra i Dilettanti si può essere protagonisti e si può regalare emozioni, come ha fatto lui in carriera. Ma la sua storia parte da un’altra piazza, e vale la pena di raccontarla subito, perchè è la classica storia di un treno mancato per pura sfortuna.
LA FINALE CONTRO VIERI – Se la ricordano tutti, in Calabria, quella finale della Reggina Primavera contro il Torino di Bobo Vieri. All’andata 0-0 in Piemonte. Al ritorno la squadra allenata da Iacoboni perde per 3-4 in casa e addio scudetto Primavera. Quel giorno Vieri ne segna tre. Di quella squadra amaranto faceva parte Peppe Schirripa, ma il destino gli impedì di giocare ambedue le finali, dopo aver sempre giocato da titolare. E il suo ruolo era quello del difensore centrale. “Ci fossi stato io – ci dice subito, scherzando ma non troppo – non creedo che Vieri avrebbe fatto tre gol”. Ma il baby calciatore locrese non c’era. A metterlo fuori un infortunio per certi versi assurdo. “Mi stavo preparando per andare agli allenamenti. Ad un certo punto mi abbsso per allacciarmi le scarpe e non mi rialzo più! Un dolore fortissimo alla schiena. Mi sono completamente bloccato”:
Da qui un lungo stop. La Reggia gli sta vicino e cerca di aiutarlo a guarire. Ma quello era l’anno in cui poteva spiccare praticamente il volo e invece rimane praticamente fermo. La sua carriera prende un’altra piega.
LA RIPARTENZA – Ad un certo punto gli passa quasi la voglia di giocare. Gliela fa tornare il Locri nell’anno della Serie D sfiorata di un soffio, ma conquistato con il ripescaggio. Per lui 21 presenze e 8 reti nel nuovo ryolo di tornante. Tanti successi e fra questi non poteva mancare il successo in un derby.
E’ il 17 marzo del 1996. Il Locri viaggia verso le zone di vertice della classifica ed è in lotta per il primo posto con Cirò e Corigliano. Quel giorno si gioca a Siderno e Peppe Schirripa veste i panni del protagonista. Gli amaranto vincono per 3-2 in trasferta. Lui segna il gol del sorpasso, dopo l’iniziale vantaggio locale e il pari di Bolognino, a segno con un suo assist. E non fisisce qua, perchè Bolognino, sidernese che con il Locri, segna il tris per gli ospiti, ancora su passaggio di Schirripa. “Pubblico in delirio, abbracci, feste, Una gara indimenticabile. Eravamano lanciati verso la verso la vetta e giocammo una grande partita. E’ questa la gara che ricordo con particolare piacere. Anche perchè segnai un gol e feci due assist. Sono passati più di venti anni, ma si quel giorno rammento tutto. Bellissimo e indimenticabile”.
IL PESO – Giocare a Locri è un sogno per tanti calciatori, ma quella è maglia che pesa. “La tifoseria amaranto vive con e per la squadra tutta la settimana – ci dice Schirripa – ed è particolarmente esigente. Dà moltissimo, perchè con quel pubblico ogni gara in trasferta è come se la giocassi in casa, ma pretende altrettanto. So che per molti calciatori quella maglia è pesante e lo capisco. Io, però, non ho mai avuto problemi. Mai avvertito la cosa come se fosse un peso. E’ sempre stato un motivo di vanto e di orgoglio. Ho sempre dato tutto in campo e questo i tifosi lo hanno sempre apprezzato”.
IL GRANDE EX – Eppure come sovente avviene quando si tratta di due centri vicini, Schirripa ha anche indossato la maglia del Siderno ed ha pure affrontato, e battuto, un Locri in crisi ed in fase calante. Succede nell’estate del 2001. La società del Locri aveva tanti problemi e non a caso prese una discesa verticale che portò la squadra in Promozione in due stagioni.
“Già ad ottobre tutto si complicò. Per me fu inevitabile andare via. Ma lavoravo e non potevo allontanarmi da casa. Scelsi il Siderno e vi giocai due stagioni e con i biancazzurri andammo anche a vincere a Locri, ma fu una gara in tono minore, alla luce della crisi degli amaranto.
COMPAGNI DI SQUADRA – Ha giocato assieme a Scorrano ed a Galati, che domenica si sfideranno dalle panchine. “Ma non avrei mai immaginato che sarebbero diventati dei bravi allenatori. Invece devo fare i complimenti ad entrambi, perchè hanno fatto un ottimo lavoro. Scorrano ha avuto la grande chance di allenare il Locri e sta dimostando di che pasta è fatto. Gli auguro con tutto il cuore di far bene. Galati, invece, sono anni che ottiene ottime cose ed è lui il valore aggiunto del Siderno”.
E qui parte il ricordo di entambi da calciatori: “Umberto era un difensore di altri tempi. Sentiva moltissimo la partita, ma è stato uno dei centrali difensivi più forti che abbia mai visto. Professionsta esemplare, ma soprattutto una grandissima persona”. E Galati ? “Come tutti i portieri era un po’ “particolare” diciamo. Uno vulcanico. Ma la porta la difendeva alla grande. E sono sincero nel dire di essere contento anche per lui. Da portiere e da allenatore era ed è un leader assoluto”.
DOMENICA – Sarà un gran derby “quantomeno sugli spalti, dove ci sarà un pubblico da fare invidia a tante società di Lega Pro”. Poi è chiaro che “queste sfide sfuggono ad ogni pronostico, ma comunque andrà a finire, non sarà ovviamente decisiva. Mi auguro che esca fuori una bella giornata di sport”.
Ed ancora: “Faccio i complimenti ad entrambe le società. Il Siderno ha sorpreso tutti ed è una bella realtà. Il Locri prosegue nella sua ascesa, sta regalando belle emozioni ed ha allestito una squadra di un certo spessore, grazie anche all’operato del ds Varrà: ha lasciato la carriera da calciatore da vincente e sta facendo lo stesso da direttore sportivo”.
Tra l’altro Schirripa ha fatto parte per un breve periodo dell’attuale Locri, nel primo anno della rinascita. “Ho allenatore la Juniroes per pura passione e mi sono molto divertito. Adesso vivo il calcio da spettatore e domenica sarò allo stadio, ovviamente”.
Chi vincerà ? “Spero che vinca il migliore e mi auguro – conclude Peppe Schirrpa – che il migliore sia proprio il Locri. Io faccio il tifo per il cavallo alato”.
(fonte Quotidiano del sud)

Giuseppe Schirripa con la maglia del Locri

Il Locri stagione 1995-1996

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