4 Dicembre 2020

Ho voluto lasciar passare un po’ di tempo prima di intervenire sulla ‘questione maltempo’ che ha interessato e sta interessando il dibattito politico in città. Propositamente voglio concentrare la mia riflessione su aspetti strutturali e oggettivi, in modo tale da emanciparla da qualsivoglia strumentalizzazione demagogica.

L’acquazzone di giorni fa, ha creato disagi in centro e nella parte periferica del Comune, in modo evidente e per certi versi allarmante. Non c’è dubbio.

Per questo, pubblicamente e senza retorica il mio personale ringraziamento è rivolto ai soccorritori e a quanti, tra Vigili del Fuoco, Protezione civile, operatori Avr e volontari, si sono velocemente adoperati per far rientrare i disagi in una soglia accettabile di normalità.

Non voglio entrare nella subdola ed irragionevole polemica sollevata dall’opposizione in merito alla diramazione dell’allerta meteo del Sindaco.

Sono agli occhi di tutti, l’attenzione e la tempestività con le quali quest’ amministrazione agisce per scongiurare gli effetti distruttivi di possibili calamità naturali.

Il punto non è questo. Gli annosi problemi degli allagamenti, che riguardano definiti quartieri della città, hanno caratteri atavici. Da oltre dieci anni, alcuni punti, sistematicamente anche dopo mezz’ora di pioggia, si allagano con una velocità incontrastabile.

Và riconosciuto che dal suo insediamento, questa amministrazione ha provveduto alla pulizia delle caditoie e dei sottoservizi. Ma ciò non basta. I problemi strutturali che impediscono un’agevole deflusso delle acque sono da rintracciare in anni di incuria e mancati interventi. E se è vero, come è vero, che la classe dirigente politica cambia, la struttura burocratica e gli uffici tecnici restano.

Gli apparati competenti rispetto a situazioni come quelle verificatosi giorni addietro non sono certo i consiglieri comunali o i componenti della giunta, al netto del colore politico che essi rappresentano. La politica ha il compito di programmare e dare un indirizzo a breve, medio e lungo termine. L’operatività e l’esclusiva competenza tecnica spetta agli uffici preposti, che a quanto sembra in questi anni non hanno fatto abbastanza per arginare un fenomeno che si ripete costantemente ogni qual volta si presentano piogge abbondanti.

Anche la manutenzione pubblica in generale – quella stradale e dell’illuminazione in particolare – soffre di queste storture. Interventi spesso non risolutivi, ma con effetti tampone, non permettono di dare il giusto merito all’operato amministrativo messo in campo dalla politica.

Problemi e disagi che si ripetono e si susseguono, provocando legittimi disappunti dei cittadini, non sono attribuibili alla politica, fermo restando, che non voglio deresponsabilizzarla su questioni importanti come quella della programmazione.

Programmare bene e con lungimiranza deve essere la sfida quotidiana alla quale una buona amministrazione deve puntare. E da questo punto di vista Falcomatà ha dimostrato di aver reciso il ‘modus operandi’ del passato. Adesso occorre che anche la struttura tecnica e burocratica lo faccia!

 

Facebook Comments

Di

CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.