Mar. Apr 20th, 2021

Nulla togliendo alla sincera e buona volontà di gran parte dei Sindaci della Locride, che hanno raggiunto Roma per esprimere al Governo centrale il loro sdegno e la loro protesta per il tragico e progressivo abbandono istituzionale in cui è stato relegato oramai da decenni il presidio ospedaliero di Locri, devo notare,però, che lo scarso successo, a mio avviso, ottenuto dalla missione romana era una circostanza prevedibile, semplicemente perché non era,quella governativa, la sede più  idonea ove esprimere una richiesta d’intervento per  rimediare ai danni provocati al nosocomio locrese da una lunga e devastante politica sanitaria regionale,condotta con la complicità della politica locale. I due rappresentanti minori della Presidenza del Consiglio,incaricati agli onori di casa,  sono stati sicuramente cortesi  nel ricevere i delegati dei sindaci della Locride, ma più dell’assunzione di un generico impegno o di “una pacca sulle spalle” non hanno potuto offrire. Non è un mistero , che la costituzione e le consequenziali leggi ordinarie  (soprattutto dopo  la riforma del Titolo V del 2001),  hanno previsto un decentramento delle competenze in materia sanitaria,ove  lo Stato e quindi il governo è competente sulle questioni generali ,mentre  altri due  livelli  hanno potere decisionale rispettivamente sull’organizzazione dei servizi sanitari regionali(la Regione) e sulla loro attuazione in sede locale(le ASP). Quindi volendo chiedere  interventi a favore di una struttura ospedaliera,nella fattispecie il nosocomio di Locri, si deve interloquire, se si intende farlo seriamente, con i livelli competenti,in questo caso ASP e Regione,anche in Calabria ove è presente come il Commissario ad Acta,( che può e deve avere solamente potere di controllo economico per l’attuazione del “Piano di rientro” del debito accumulato negli anni e non competenza nell’organizzazione dei servizi come qualcuno vorrebbe invece attribuirgli).Essere andati a Roma può essere servito come atto politico, di dubbia interpretazione in periodo preelettorale, ma non certo per ottenere dei risultati concreti per l’ospedale.  Considerato,oltretutto che i Sindaci rivestono  normativamente un ruolo propositivo importante nell’ambito delle ASP,oltre che  politicamente rilevante nei confronti della Regione, é presso tali istituzioni che si deve intervenire, non con generiche richieste per ottenere tutto e subito,  ma indicando a tali  istituzioni quali sono concretamente gli atti amministrativi ,che via,via è opportuno e possibile avviare, compatibilmente con le risorse finanziarie esistenti,senza sprecare alcuna possibilità di intervento sia a breve,che a media scadenza.

Si deve seguire  passo,passo questo percorso, avviando prioritariamente le cose più fattibili,preventivamente individuate da opportuni tavoli operativi tecnico-politici. Il depauperamento dell’ospedale di Locri è avvenuto incessantemente e lentamente per decenni, nessuno può pensare che si può risalire la china in brevissimo tempo, perché nessuno ha la famosa “bacchetta magica”, men che meno il governo centrale,che in questo caso è pure  incompetente. Si potrebbe iniziare,pertanto, “bussando”alle “porte” giuste  per chiedere, tanto per fare un esempio, che venga utilizzata quella congrua somma ancora  rimanente(circa 14 milioni di euro), stanziata a suo tempo per ristrutturare un’ala importante dell’ospedale, la cosiddetta “greca”, decurtata negli anni da contenziosi e ritardi amministrativi  e che,  da oltre un decennio, non si è riusciti ad impiegare per avviare  i lavori previsti. Le tante criticità del nostro nosocomio non hanno bisogno di eclatanti manifestazioni ma di impegno costante,discreto e quotidiano. Le clamorose iniziative ad uso mediatico possono servire per altri fini,ma riguardo l’ospedale e le sue problematiche  è, solo, come “abbaiare alla Luna”.

17-11-17

IL CAPOGRUPPO

  1.    F. ROMEO
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