5 Dicembre 2020

Benedette le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli:

sono mani che portano speranza.

Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalità,

versando olio di consolazione sulle piaghe dell’umanità.

Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio,

senza “se”, senza “però” e senza “forse”:

sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio”

(dal Messaggio di Papa Francesco).

 

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

 

 

Ai Sacerdoti, ai Diaconi

Ai Religiosi e Religiose,

Alle Associazioni, movimenti e aggregazioni cattoliche,

Alle Confraternite e Comitati Feste,

Ai Fedeli e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà

 

Scrivo a tutti voi per invitarvi a cogliere giorno dopo giorno le novità che lo Spirito suscita nel nostro tempo. Quando gli egoismi e gli individualismi, quando una religiosità formalista e esteriore portano a rinchiudersi nel proprio guscio ed autoreferenzialità, accogliamo come segno dei tempi e dono dello Spirito la Giornata Mondiale dei Poveri che papa Francesco ha voluto indire per il 19 novembre 2017. Proviamo a viverla nel segno della fraternità e della condivisione:

Condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo(Messaggio del santo Padre per la Giornata Mondiale dei poveri).

La predilezione per i poveri è al centro dell’esperienza di fede: “La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce”. Nella nostra terra, con l’aumento della disoccupazione è cresciuta la soglia di povertà delle famiglie ed il numero di coloro che restano ai margini. Puntuali i rapporti Caritas mostrano come oggi sia terribilmente aumentata la soglia della povertà, che toglie dignità alle persone, divenendo indice di ingiustizia e disuguaglianza, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. La povertà è alimentata da una cultura, che presenta come ideale l’avere sempre di più e relega in secondo ordine virtù sociali, quali l’onestà, la legalità, il rispetto dell’altro, il bene comune, la tutela dell’ambiente e della casa comune. Tutto sembra andare nella direzione del “si salvi chi può”, che porta a calpestare i diritti più elementari.

In questa situazione, facciamo nostra la richiesta del Santo Padre che “con questa Giornata Mondiale dei Poveri si instauri una tradizione che sia contributo concreto all’evangelizzazione nel mondo contemporaneo”. Anzitutto la preghiera, la vicinanza, le mani aperte e lo sguardo attento e premuroso: “Se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sarà un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo. Attiviamo la fantasia della carità attraverso “momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto” e “invitando i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia di questa domenica”. ogni parrocchia diventi modello di carità ed ogni fedele abbia il coraggio di accorgersi del fratello più povero e bisognoso. Non si dica che non esistono i bisognosi se non vogliamo smentire le Scritture. Infatti, sin dall’Antico Testamento sono presenti varie disposizioni (anno di remissione, divieto di prestare denaro a interesse e di trattenere un pegno, obbligo di dare la decima, di pagare ogni giorno il salario ai lavoratori giornalieri, diritto di racimolare e spigolare) in linea con il Deuteronomio: “I bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese” (Dt 15,11). Anche Gesù fa sua questa parola: “I poveri li avete sempre con voi” (Dt 15,11a).  Il resto della frase, che la gente conosceva e che Gesù volle ricordare, è “per questo vi ordino: aprite la mano a favore del vostro fratello, del povero e dell’indigente, nella terra dove voi risiedete!” (Dt 15,11b). Secondo questa legge, la comunità deve accogliere i poveri e condividere con loro i suoi beni.

A tutti chiedo in questa Giornata di partecipare alla creazione di un Fondo di solidarietà attraverso offerte spontanee ed il risparmio del 5xcento della spesa, accantonando ogni cento euro di spesa una quota solidale di euro cinque. Il Fondo, così formato, espressione della carità di tutta la comunità diocesana, sarà redistribuito ai meno abbienti, ovvero a quanti sono sulla soglia di povertà disponendo di un reddito mensile al di sotto dei 250,00 euro. Portiamo avanti questa gara di generosità in questo tempo e per tutto il periodo natalizio, tempo in cui non si risparmiano spese. Esorto ogni parroco e le Caritas parrocchiale ad attivarsi in questa iniziativa, sapendo che nulla si chiede per sé.

Altre iniziative possono essere prese dalle singole parrocchie, lasciandosi guidare dalla fantasia della carità, ovvero dallo Spirito che spinge sempre ad andare all’altro e mai a chiudersi nel proprio egoismo. Dio benedice coloro che soccorrono i poveri e disapprova coloro che se ne disinteressano: “Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle” (Mt 5,42 ). San Gregorio Magno nella Regula pastoralis affermava anche che, quando doniamo ai poveri le cose indispensabili, non facciamo loro delle elargizioni personali, ma rendiamo ciò che è loro, più che compiere un atto di carità, adempiamo ad un dovere di giustizia.

Mi aspetto da parte di tutti una risposta generosa, ma soprattutto gioiosa. Aderendo alla Giornata Mondiale dei Poveri, convertiamo le nostre parrocchie e le Caritas in luoghi di speranza, aprendo le porte al grido di aiuto dei bisognosi. Andremo così incontro al Signore che viene e si fa “uno di noi”.

X Francesco OLIVA

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