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Lamezia, le trame di Forza Italia rallentano il Consiglio

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Con le minoranze fuori dall’aula si consuma un “dramma” in maggioranza. Assenti i consiglieri di Fi, per arrivare al numero legale serve il prelievo forzato di un membro del Cdu. E per Mascaro i guai sono anche “familiari”

Si trama (politicamente) all’ombra del consiglio comunale a Lamezia Terme. E se a tramare sono proprio i componenti della maggioranza non c’è da meravigliarsi che venerdì il sindaco Paolo Mascaro fosse imbufalito al termine delle assise comunali. Che i consiglieri d’opposizione Nicola Mastroianni, Mariolina Tropea e Pino Zaffina, del Pd, e Rosario Piccioni (“Lamezia insieme”) e Aquila Villella (“Città Reattiva”), non partecipassero al consiglio era stato annunciato con una nota: «In coerenza con le posizioni assunte nei giorni scorsi, noi consiglieri del centrosinistra non parteciperemo ai lavori del consiglio comunale previsti per domani 3 novembre». Che i rimanenti membri della minoranza, Davide Mastroianni, Mimmo Gianturco e Vincenzo Cutrì, si comportassero, comunque, da opposizione c’era da metterlo in conto: hanno abbandonato l’aula nel momento in cui la loro istanza di discutere a inizio lavori della richiesta di scioglimento avanzata dalla commissione d’accesso, è stata cassata. Ma che a rischiare di fare saltare il consiglio comunale per mancanza del numero legale fosse l’assenza dei componenti di Forza Italia, questo al primo cittadino proprio non è andato giù. Anche se i segnali premonitori erano nell’aria: giovedì i rappresentati di Fi non si erano presentati alla riunione di maggioranza che doveva discutere sui punti all’ordine del giorno per il consiglio comunale. E il sospetto è che i berlusconiani Carolina Caruso, Francesco Ruberto e Giuseppina Raso (eletta nella lista “Mascaro Sindaco” ma in transito verso Forza Italia) stessero tramando in una riunione a parte con l’intento di non prendere parte all’assise di venerdì. Un “dramma” – se le cose si sono svolte come più voci sussurrano – che rischia di consumarsi anche in famiglia per il sindaco di Lamezia Terme se si pensa che Giuseppe Spinelli, cognato di Paolo Mascaro, è il commissario cittadino di Forza Italia.
Il partito non manifesta apertamente una volontà politica, gli assenti sono tutti giustificati da malattie (Ruberto), o impegni istituzionali a Reggio Calabria (Caruso). Tra l’altro Fi, da giugno, ha anche un suo rappresentante nel governo cittadino dopo la nomina di Giuseppe Costanzo ad assessore alle Attività produttive. Le ragioni di un tale “sgambetto” varcherebbero il recinto comunale per arrivare al vice coordinatore provinciale di Forza Italia, e consigliere regionale, Mario Magno. Sarebbe lui ad avere spinto, sono i rumors più accreditati, per la defezione di venerdì.
A salvare il consiglio è intervenuto il Cdu, prelevando Pasquale Di Spena, assente da molti mesi alle riunioni del consiglio e con alle spalle già risicate partecipazioni. Salvo il numero legale, il consiglio ha preso piede con due ore di ritardo rispetto alla prima chiamata dei lavori. È stato approvato il Piano di zonizzazione acustica, per limitare l’inquinamento acustico di determinate aree. È stata approvata una leggera variazione di bilancio e anche il documento unico di programmazione. In poco più di un’ora i lavori erano finiti. «Mentre la minoranza decide sul da farsi – ha detto il sindaco – il Comune si dota di un Piano di zonizzazione acustica». I lavori procedono comunque, è il chiaro messaggio. Nonostante la spada di Damocle della richiesta di scioglimento sulla quale il governo dovrà pronunciarsi e nonostante le prese di posizione della minoranza. Ma le apparenze sono lontane dall’essere salve. E dire che il sindaco aveva annunciato che l’attività amministrativa sarebbe andata avanti «come se fosse il primo giorno».

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