Sab. Gen 16th, 2021

Dal 15 al 20% delle coppie nel nostro paese soffre di infertilità. Gli studi sulla popolazione italiana e di conseguenza anche su quella calabrese sono preoccupanti: nelle nuove coppie, nello specifico, l’indice di fecondità si aggira intorno al 25%. I calcoli però prevedono che nelle nuove coppie il 19% avrà problemi riproduttivi dopo due anni e che di queste il 4% sarà sterile e le altre subfeconde, con un indice di fecondità 3 o 4 volte più basso della norma. Ma oggi una speranza in più, a volte, c’è. E’ la procreazione assistita. Una pratica che in passato spingeva flotte di aspiranti genitori calabresi a rivolgersi a costose cliniche private. Da oggi, tuttavia, le pratiche che la Pma comporta, dalle più semplici alle più complesse, saranno più a portata di mano. La procreazione medicalmente assistita è entrata nei Lea anche in Calabria. Basterà, pertanto, pagare un ticket. Sarà effettuata nei tra grandi ospedale della regione, ovvero: dal Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dai Riuniti di Reggio Calabria e dall’Annunziata di Cosenza. La spesa per la coppia che si rivolgerà a tali hub sarà da un minimo di 378 euro ad un massimo di 955. In base al livello di complessità dell’intervento. Si tratta di un nuovo servizio sanitario che intende perseguire l’obiettivo di salvaguardare la funzione riproduttiva, con l’impiego di tutte le metodiche mediche, chirurgiche e tecnologiche oggi esistenti, per pervenire alla diagnosi, e alla terapia, dell’infertilita’/sterilita’ del singolo e della coppia attraverso realizzazione delle tecniche e delle procedure, di Procreazione Medicalmente Assistita. Un decreto attesissimo che, finalmente, da una spinta in avanti alla sanità calabrese.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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