5 Dicembre 2020

“Vincere la criminalità organizzata, si chiami ndrangheta, mafia o camorra, si puo’; bisogna però sia chiaro a tutti che la criminalità organizzata è un problema sociale e per sconfiggerla serve certamente un grande sforzo dello Stato ma prima ancora serve una vera e propria rivoluzione socio culturale che deve partire da noi stessi” . E’ uno dei messaggi principali che arriva da un significativo incontro culturale organizzato dalla Associazione Mogli Medici Italiani presieduta da Anna Maria Ferraro Macri’, tenutasi presso il Circolo culturale di Locri e che ha avuto per protagonista Franco Musolino già Prefetto di Crotone, Cosenza, Reggio, Genova e Napoli ed oggi Presidente della Corte dei Conti di Catanzaro. Occasione di un interessante dialogo con il dott. Musolino è stata la presentazione di due suoi libri che sono altrettanti “spaccati” della realtà sociale calabrese degli anni 50/60 incorniciati intorno ad altrettanti fatti di ndrangheta intercalati all’interno di fatti realmente accaduti . I titoli dei due libri sono “Operazione acqua di felce – storie d’amore e ndrangheta” – e ” Acqua sotto i ponti – storia d’amore e di segreti” -. Il primo ambientato nella Calabria, degli anni Sessanta narra della vita di un piccolo paese dell’Aspromonte, Villalba, da identificarsi come Africo, e della uccisione del giovane erede di una famiglia della ‘ndrangheta locale. Si dipana in una serie di avvenimenti anche di natura passionale che portano ad un singolare quanto inatteso finale. Il secondo anch’esso ambientato negli stessi luoghi ma in tempi piu’ recenti, quelli dei primi anni del dopoguerra, narra della uccisione di due operatori cinematografici, lontani dalla realtà locale , la morte dei quali, però, si sovrappone e si interseca con le vicende del piccolo paese fatte di amori, odi, rivalità, prepotenze . E, anch’esso, ha un finale a sorpresa. Vicende che hanno dato la possibilità di un serrato dialogo con il Prefetto/scrittore, soprattutto su tematiche di estrema attualità quali, appunto, quello della criminalità organizzata, della questione meridionale e della differenza tra Nord e Sud. Dialogo al quale hanno partecipato tra gli altri, dopo la breve presentazione di Anna Maria Ferraro Macri’, anche l’ On. Maria Grazia Laganà e il sen. Giuseppe Beniamino Fimognari che, presenti tra il pubblico, hanno anche portato la loro esperienza di ex parlamentari e si sono confrontati con il Prefetto Musolino. Quiesti, tra l’altro, è calabrese originario di S. Stefano d’ Aspromonte e, quindi, conoscitore profondo della nostra realtà e della diversificazione con quella di altri grandi centri come Milano, Genova e Napoli dope il suo lavoro al servizio dello Stato lo ha portato per lungo tempo. Ed è proprio sotto l’aspetto sociale che si è sviluppato il “dialogo” con l’autorevole protagonista della serata che non ha mancato di evidenziare la refrattarietà del cittadino calabrese di prendere apertamente le parti della Stato rimanendo troppo spesso ad assistere da spettatore a quello che accade , rischiando troppo spesso di rimanere incastrato in una mentalità di favori e delle raccomandazioni che in altre parti del Paese non esistono e, quindi, lasciandosi coinvolgere in logiche sbagliate. Musolino ha finito, suo malgrado, ( ha confessato che è stata una delle remore che in qualche modo ha pesato sulla sua passione per la scrittura) per offrire, da Prefetto e non solo da scrittore, una riflessione profonda sul fenomeno della ‘ndrangheta, analizzato sotto un punto di vista sociologico evidenziando anche la “sudditanza” che si è portata appresso per tanti anni la gente del Sud che ha sofferto, e soffre, l’ ordinamento di una società meno sviluppata che in altre parti del Paese. Ecco la necessità – per il Prefetto Musolino – di (ri)scoprire di essere cittadini e non sudditi e trovare il coraggio di diventare cittadini attivi nel piu’ vasto senso della parola. Franco Musolino nel corso del suo intervento ha anche ricordato, con un pizzico di commozione , il compianto Prefetto Luigi De sena che lo ha preceduto alla guida della Prefettura di Reggio Calabria. A conclusione dell’ interessante incontro culturale l’ On. Maria Grazia Laganà è stata chiamata a consegnare al Prefetto Musolino una targa ricordo di buon auspicio anche per la imminente pubblicazione di un nuovo libro che l’autore ha anticipato essere già in fase di stesura.

Aristide Bava

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