4 Dicembre 2020

Peggiorano le condizioni dell’asfalto nei pressi dello svincolo di Borgia. Nuovi disagi per gli utenti mentre continua l’inchiesta della Procura di Catanzaro

Le foto raccontano meglio delle parole i guai della statale 106. I confronti tra immagini, forse, si prestano ancora meglio. Lo scenario è quello dello svincolo di Borgia. Il tratto transennato e chiuso alla circolazione mostrava, fino a qualche mese fa, delle piccole (ma visibili) crepe. Ora quelle crepe si avviano a diventare una frattura e un pezzo di strada si sposta a valle con sempre maggiore decisione. C’è la storia delle opere pubbliche in Calabria riassunta in poche centinaia di metri: i disagi per gli utenti, i soldi pubblici spesi in maniera dubbia, l’intervento della magistratura.

 

In principio a mostrare avvallamenti e malformazioni era, appunto, “solo” il tratto nei pressi dello svincolo di Borgia. Poi smottamenti e crepe si sono trasferiti – si fa per dire – su una rampa dell’uscita per Germaneto. Subito, l’Anas e il General contractor si sono precipitati a sistemare il manto stradale. Pezze messe alla buona che non hanno cancellato i problemi né rimosso i dubbi. Tant’è che la Dda di Catanzaro ha aperto un fascicolo che, per la sua delicatezza, viene seguito direttamente dal procuratore capo Nicola Gratteri. Troppo importante quel tratto di strada di nuova costruzione, troppo alto il rischio che un intervento tardivo possa generare danni consistenti alla circolazione. Il primo step è stato il sequestro dello svincolo 6 (quello di Germaneto), arrivato in luglio, a pochi giorni dal crollo di un muro di sostegno. Le indagini continuano, e i pm di Catanzaro hanno già ascoltato alcuni imprenditori.

Quello della nuova statale è un progetto nato undici anni fa con un accordo di programma da 740 milioni siglato tra Anas e Regione Calabria. Poi, sei anni fa, l’inaugurazione di una strada che mostra già troppo evidenti i segni del tempo. Lo dimostrano, ancora, le foto: avvallamenti, “strappi” nell’asfalto, vistose crepe che caratterizzano il tratto catanzarese di una strada che compare da trent’anni nei discorsi della politica, accompagnata da promesse mai davvero mantenute.

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