Taurianova entra nell’era del dissesto: il Consiglio comunale dichiara il crack

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Scintille nel corso del civico consesso conclusosi oltre l’una di notte. Continui i duelli tra maggioranza e opposizione sulle responsabilità del dissesto finanziario. Bocciata la mozione di sfiducia su Siclari

Il Consiglio comunale di Taurianova, tenutosi ieri sera, e durato ben 7 ore, terminando oltre l’una di notte, ha toccato due temi scottanti, facendo scoppiare scintille tra i consiglieri. Le prime battute al vetriolo sono state lanciate in merito alla mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Fausto Siclari, presentata da parte della minoranza, per poi proseguire con toni ancora più accesi, e con schiamazzi degni da stadio, durante la proclamazione del dissesto finanziario.

Ad aprire “le danze”, il presidente Siclari, che dopo essersi congratulato con il consigliere Nicolosi per il prestigioso incarico ottenuto nei giorni scorsi (presidente del Conservatorio Cilea di Reggio Calabria), ha risposto alla mozione di sfiducia presentata contro di lui, ringraziando i consiglieri Nicolosi e Sposato, per non averla firmata, ma in particolar modo la Nicolosi, “perché nel mentre il dott. Sposato, sin dal primo consiglio comunale, si è sempre posto in posizione di oppositore costruttivo, al fine di perseguire risultati positivi per la comunità, la D.ssa Nicolosi, pur magari perseguendo gli stessi obiettivi, ha sempre svolto, invece, la sua mansione e le sue prerogative di consigliere comunale partendo da una visione strategica totalmente diversa pur se legittima. Sarebbe stato facile e anche comprensibile, ma, evidentemente, la sua intelligenza, collega Nicolosi, non le ha consentito di partecipare a quest’ennesimo tentativo di disarcionare, immotivatamente, un Presidente del Consiglio diventato, per alcuni, la vera ossessione, l’unico motivo di esistere, l’unico loro pensiero fisso di giorno, e l’unico sogno da incubo di notte. A costoro suggerisco, con umana carità, di rassegnarsi, di abbandonare quest’impervia e pericolosa strada che potrebbe cagionare facilmente anche problemi di salute, soprattutto alle vie biliari sottoposte a costante stress”.

La mozione di sfiducia, ha visto come prima firmataria la consigliera Morabito, seguita da Lazzaro e dagli Innamorati. L’accusa contro Siclari è quella di aver, a loro dire omesso, la Pec inviata dalla Corte dei Conti, relativa alla bocciatura del Piano di riequilibrio (mentre lo stesso Siclari si difende dicendo di non averla letta) e poi per non aver permesso la discussione in aula, dell’interpellanza, relativa appunto alla bocciatura da parte della Corte dei Conti.

Dopo le dichiarazioni di Siclari, si sono aperte le polemiche dei consiglieri di opposizione, primo fra tutti Biasi, il quale ha sostenuto che continuerà a firmare sempre “ad occhi chiusi”, qualsiasi mozione contro Siclari. A difenderlo il sindaco, sostenendo che voteranno la fiducia al presidente “convintamente, perchè sta facendo bene il suo lavoro”. Unanimi i consiglieri di maggioranza, primo fra tutti De Marco, il quale ha sostenuto che “gli attacchi a Siclari, riguardano più che altro questioni personali”.

I toni si sono poi fatti più accesi, quando Biasi ha accusato Siclari di avere avvisi di garanzia e questi l’ha minacciato di denunciarlo. Tra le urla, la mozione di sfiducia è stata respinta con 9 voti contrari, 6 a favore e 2 astenuti. Tutto tranquillo fino al terzo punto, relativo ad un’interpellanza presentata da Morabito e Lazzaro, per la cui lettura e discussione il sindaco ha chiesto il rinvio alla prossima seduta. La Morabito invece, che voleva solo leggerla si è scontrata con Siclari, che non gliel’ha permesso.

Il clou del dibattito è arrivato con il quarto punto, che ha visto decretare il dissesto finanziario. Dopo la minuziosa disamina del ragioniere contabile Crocitti, che ha evidenziato punto per punto quelli che sono i debiti e le azioni sbagliate che hanno portato il Comune al dissesto, si sono accese le polemiche. Da un lato la maggioranza che bollava l’ex sindaco Biasi, come il principale artefice delle svuotate casse comunali e dall’altro, lo stesso Biasi seguito a ruota dalla Perri, che invece esponeva tesi contrastanti, sostenendo che lui non aveva lasciato debiti con nessuno, nonostante avesse trovato il Comune, al suo arrivo in para dissesto. Il consigliere Nicolosi, dal canto suo ha affermato che non si può accettare “un ragionamento semplicistico. I cittadini devono sapere la verità, sapere perchè non si è evitato il dissesto. E’ ora che vengano fatti nomi e cognomi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. L’ex sindaco Roy Biasi ha invece esposto alcune precisazioni in merito alle sue gestioni passate, mentre Maria Stella Morabito, che due anni fa aveva appoggiato il progetto della coalizione “Taurianova Cambia”, ha voluto rimarcare che il rinnovamento proposto dalla giunta Scionti è ancora ben lontano dall’essere realizzato.

Propositivo Raffaele Scarfò, che ha avanzato la richiesta del bilancio partecipativo, annunciando che presenterà una mozione. “Attraverso questo strumento, è possibile costruire un rapporto diretto tra cittadini e governo locale, riavvicinare le persone e l’elettorato alla politica e al governo del territorio, creando un ponte tra democrazia diretta e quella rappresentata”. Richiesta molto apprezzata da Forestieri.

La minoranza, poco prima della votazione, ha lasciato l’aula ed è dunque toccato a dieci consiglieri, tra cui Sposato, certificare il dissesto finanziario del Comune di Taurianova. La conclusione del primo cittadino Scionti, accompagnata da attimi di tensione con il consigliere Perri che nel frattempo si era accomodata tra il pubblico, sembra allontanare il catastrofismo dopo il crack dell’ente: “Sono addolorato per il dissesto, ma abbiamo deciso di metterci la faccia. Abbiamo ereditato sei anni di piano di riequilibrio. Non sono contento della situazione, ma non succederà nulla a Taurianova. Vogliamo solo riportare la città alla normalità”.

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