Teatro, Cittanova ricorda i 5 soldati della Piana fucilati

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Sabato al “Gentile” rappresentazione teatrale della drammatica storia di cinque militari trucidati nel 1943 a ridosso dell’armistizio con gli Alleati

Un dramma nel dramma della storia. Siamo alla vigilia dell’8 settembre del 1943 giorno in cui viene ufficializzato l’armistizio con gli Alleati. Quella famigerata data era stata preceduta da un altro giorno impresso nella storia italiana. Quel 25 luglio del ’43 con l’arresto di Benito Mussolini, la caduta del fascismo e il passaggio del governo, per ordine del Re Vittorio Emanuele III, al maresciallo Pietro Badoglio. In questo pezzo di storia italiana si sviluppa la vicenda di 19 soldati, appartenenti alla 3° compagnia del 76° battaglione del 141 Reggimento Costiero distanza ad Acquappesa nel cosentino.

Questi militari decidono di allontanarsi dalle loro postazioni. Si tratta di una diserzione. Si determinano di abbandonare l’esercito sapendo a quale rischio vanno incontro. La pena capitale con fucilazione. In quel momento storico di grande sbandamento per l’Italia, le forze armate sono in frantumi. Si sta sgretolando tutto. Lo Stato non esiste quasi più. Cinque di loro sono tutti soldati provenienti dalla Piana.

Si tratta di Salvatore De Giorgio di Cittanova, Saverio Forgione di San Eufemia d’Aspromonte, Michele Burelli di Sinopoli, Francesco Rovere di Polistena e Francesco Trimarchi di Cinquefrondi. I militari, una volta abbandonato il luogo di competenza, pensano di tornare alle loro case salendo su un treno merci alla stazione di Fuscaldo.

Sono individuati da un carabiniere vengono arrestati e da lì a qualche giorno fucilati. Ma da quell’arresto inizia un vero dramma, non solo per i soldati, ma per un’itera comunità quella di Acquappesa che si oppone alla fucilazione con forza e determinazione.

La storia è stata raccontata con grande sagacia da Giuseppe Sciacca. Ieri, in una conferenza stampa a Cittanova, la presentazione di questa rappresentazione teatrale che avverrà sabato prossimo presso lo stabile “Rocco Gentile”. Spettacolo che già ha avuto grande successo la scorsa primavera in molti teatri nel cosentino.

A riferire i particolari della storia Antonio Orlando, cittanovese, autore del libro da cui è partita la ricostruzione e da cui ha preso spunto il pamphlet teatrale raccontato da Sciacca “Vittime della Guerra”, testo drammaturgico in atto unico a quadri. Presenti il sindaco e il vicesindaco di Cittanova che hanno promosso l’evento, Francesco Cosentino e Anselmo La Delfa e alcuni attori e responsabile di associazioni della località cosentina.

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