BRUNO PANUZZO: UNA CARRIERA LUNGA VENT’ANNI

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La festa di Bruno Panuzzo è cominciata! Era il 1997 quando il cantautore di Bovalino muoveva i suoi primi passi con il gruppo musicale “The Bronx” preparando, sin da allora, una futura carriera che sarebbe divenuta degna di nota. In un viaggio artistico, lungo appunto vent’anni, Panuzzo ha espresso le proprie opinioni ed ha “raccontato” la sua visione del mondo attraverso le opere realizzate: “Immagini di un giorno”; “Lei disse”; “Mini”; “The Bronx 60/70”; “Scuola Bus”; “Made in Italy”; “Fiori di Carta”; “Agarthi”; “Rica” e “Sanremo: Pallido Fiore”. Quattro lustri carichi dunque di grandi successi e vissuti con intensità. La voce dell’artista, con tenacia e determinazione, si è imposta con successo tra le più belle voci emergenti del panorama musicale italiano. Bruno Panuzzo ha esportato il proprio talento anche all’estero: Inghilterra, Francia, Germania, Lussemburgo offrendo ad italiani e non tantissima musica e tantissime emozioni. Ogni opera realizzata si contrappone all’avvincente percorso dell’artista: partito con la classica valigia di cartone. “Questi ultimi quattro anni della mia carriera sono stati formidabili. Oggi trovo il tempo di riflettere e mi rendo conto che è davvero passato tanto tempo dai miei inizi… Il 2018 sarà ancora una volta un anno di grandi cambiamenti. Dopo la chiusura del rapporto contrattuale con VME Bologna, lavorerò con la Atalantis.ba una nuova e vivace etichetta discografica interamente gestita da giovani. Oggi, indubbiamente ripenso a questi vent’anni, al percorso che ho compiuto ed alle persone con cui ho collaborato. Credo vivamente che sia troppo presto per voltarsi indietro. Reputo salutare valutare il passato, ma occorre guardare, nel contempo, concretamente al futuro».  Con l’opera “Sanremo: Pallido Fiore” Panuzzo giunge al grande pubblico nazionale. Le interpretazioni vocali dell’artista fanno venire i brividi e l’azzeccata scelta delle canzoni cover (che è impossibile non conoscere e che è impossibile non cantare) rispolverano la valenza della musica italiana. «Vi sono tappe importanti che ricorderò per sempre: le primissime incisioni il contratto con l’etichetta discografica e sicuramente l’avventura a Sanremo. Mi sono esibito in numerosissimi spettacoli e nel corso di questi vent’anni ho avvertito un qualcosa che mi spingeva ad andare avanti, anche quando il lavoro non andava bene… Credo che ciò sia stato importante. Con Agarthi poi è cambiato tutto. Le proiezioni del film a carattere nazionali ed i club all’estero hanno reso possibile che tutti, d’improvviso, si accorgessero di me…” L’artista di Bovalino ha saputo coinvolgere i giovani come pochi: esaltandoli ad esternare il proprio talento e ad inseguire i propri sogni. Proprio in questi giorni esce l’opera “A proposito di Mary”, realizzata dalla giovane scrittrice Mariantonietta Monteleone. L’opera medesima omaggia apertamente l’ultimo lavoro di Panuzzo “Sanremo: Pallido Fiore”. “La cosa bella, secondo me,” conclude Panuzzo “è che la musica conosce se stessa… e sa come muoversi e venir fuori. Avevo tanto materiale da parte, ci sono tante cose che non ho mai fatto ascoltare… credo sia giunto il momento di pubblicare tale materiale sonoro…” Per l’album nuovo di Panuzzo bisognerà però attendere il maggio 2018. La grande festa è appena cominciata. Auguri Bruno!

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