CALABRIA, GIUSTIZIA; GRATTERI: EMERGENZA MAGISTRATI A VIBO

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Vicepresidente Csm: “Occorrono buone riforme, più risorse”

Nette le dichiarazioni del procuratore distrettuale Nicola Gratteri alla riunione del Csm in Calabria: “Non è più possibile gestire maxiprocessi con 50 e più imputati in tribunali dove la pianta organica è di 15 magistrati”. “In questo momento – prosegue il procuratore – hanno chiesto di essere trasferiti sette giudici. Vi renderete così conto che si stanno celebrando processi con due mot (magistrato ordinario in tirocinio, nda) e un magistrato con 4/5 anni di servizio. Questo non è possibile. Stiamo parlando di processi di ‘ndrangheta di serie A perché nel distretto di Vibo c’è una ‘ndrangheta di seria A». Urgenti gli interventi da mettere in campo, insiste il procuratore capo di Catanzaro: “Penso che il Csm debba con urgenza occuparsi del problema del caso Vibo. So che il presidente della corte d’Appello sta monitorando giorno per giorno questa gravissima situazione”. Gratteri ha parlato anche delle responsabilità di chi gestisce gli uffici: “Molte volte noi capi degli uffici non siamo all’altezza del nostro compito, non siamo adeguati a quella che è la nostra funzione perché siamo poco presenti perché non diamo anima, non diamo pathos. E questo pesa, conta, nella scelta di un giovane magistrato se stare un anno in più o stabilizzarsi in un posto. Quindi noi responsabili dobbiamo esser più generosi nei confronti dell’ufficio, soprattutto essere più sensibili e stare più vicini sul piano organizzativo e anche sul piano umano, ai magistrati”. Sulla stessa linea Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm: «La distrettualizzazione tra la funzione requirente e giudicante va fatta con urgenza – ha detto – occorrono buone riforme, occorrono più risorse».

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