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Caso Musella, chiuse le indagini

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Conclusa l’inchiesta a carico della presidente di Riferimenti. Per l’accusa si sarebbe appropriata di 32mila euro dell’associazione antimafia. Indagata anche la vicepresidente Mariarosaria Russo. 

Amaro regalo di Natale per la presidente dell’associazione antimafia Riferimenti- Gerbera gialla, Adriana Musella. Come lei stessa comunica sul suo profilo facebook, la procura di Reggio Calabria le ha notificato oggi l’avviso di conclusione indagini in relazione all’inchiesta che la vede indagata per malversazione e appropriazione indebita. Insieme a lei è indagata anche la preside dell’Istituto Piria di Rosarno, Mariarosaria Russo, per lungo tempo vicepresidente di Riferimenti e storico braccio destro di Musella. Proprio in questa veste Russo sarebbe finita sotto indagine e oggi si è vista recapitare l’avviso di conclusione. Al momento però non si conoscono le contestazioni che le vengono mosse.

LE ACCUSE Il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Sara Amerio, contestano alla presidente di Riferimenti di essersi appropriata di 32mila euro dell’associazione, e di aver destinato a finalità diverse da quelle per cui erano state concesse oltre 44.500 euro, erogate negli anni da enti pubblici e para-pubblici come il Consiglio regionale della Calabria, le Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Verona, Salerno, i Comuni di Santa Maria Capua a Vetere, Bollate, Gioia Tauro, il M.I.U.R., il Consiglio Ordine degli Ingegneri di Salerno e la Camera di Commercio di Reggio Calabria

«CHIAMERÒ I MIEI LEGALI» Accuse che sembrano aver innervosito non poco Musella, che sottolinea in maiuscolo – cioè urlando, secondo la netiquette –: «Attendo di parlare con i miei legali per conoscere il quadro esatto della situazione, avendo dato solo una lettura fugace alle carte e non essendo della materia». A quanto pare dunque, la presidente della nota associazione antimafia – alla luce del provvedimento del gip che per una serie di motivi tecnici ha autorizzato il sequestro per equivalente solo di parte delle somme per cui la procura l’aveva richiesto – pensava che il quadro accusatorio a suo carico fosse stato ridimensionato. Quando si è resa conto che il procuratore aggiunto Dominijanni e il pm Amerio lo hanno confermato punto per punto, salvo qualche diverso conteggio, è rimasta delusa.

ENNESIMI ANNUNCIATI CHIARIMENTI «Ricevo con piacere questa notifica che attendevo, perché, finalmente, conosco esattamente da cosa difendermi» annuncia Musella, probabilmente dimentica dei diversi interrogatori cui è stata sottoposta e che in almeno in un caso ha concluso promettendo memorie difensive mai prodotte. Allo stesso modo, la presidente della nota associazione antimafia sembra aver dimenticato le stagioni di pubblici premi ed encomi consegnati a pm di ogni latitudine, se è vero che è lei stessa a sottolineare che «la verità scaturisce dal processo e non è prerogativa delle Procure che ne rappresentano solo una parte». Ovviamente, Musella non si lascia scappare occasione per lanciare avvertimenti ai media «che risponderanno, ciascuno per il proprio verso, di quanto scritto o detto».

SERENITÀ Al netto di frecciatine e cadute di stile, Musella dichiara di attendere «con serenità la discussione processuale, nella quale – afferma – potrò dare le dovute delucidazioni e contestare (immaginiamo stia per “confutare”, ndr) gli addebiti a me rivolti». Un’esigenza – è emerso anche nel provvedimento di convalida del sequestro – che la presidente di Riferimenti avrebbe potuto soddisfare anche in precedenza, sottoponendosi a interrogatori, presentando memorie difensive, o non avvalendosi della facoltà di non rispondere a determinate contestazioni.

UN PROCESSO, IN FRETTA! In realtà, volendo, potrebbe farlo anche in questa fase. Musella ha infatti venti giorni per chiedere di essere sentita o presentare eventuali scritti a propria difesa, prima che la procura proceda con la richiesta di rinvio a giudizio. Ma evidentemente la presidente della nota associazione antimafia non ne ha intenzione e sembra dare anche per scontata la decisione del gup che in caso di richiesta di rinvio a giudizio dovrà vagliare le accuse in sede di udienza preliminare. A quanto pare però Musella vuole arrivare subito in aula. Non a caso afferma «spero che il processo, unica sede competente, possa concludersi in tempi brevi e in tempi brevi sia possibile risalire alla verità dei fatti per me, per la mia famiglia ma, soprattutto, per la storia che mi contraddistingue e per tutti coloro che hanno creduto nel mio impegno».

L’INCHIESTA Secondo quanto emerso dalle indagini, che hanno preso il via dopo un’inchiesta giornalistica del Corriere della Calabria, dal 2002 ad oggi la Gerbera gialla avrebbe ricevuto fondi da diversi enti pubblici per finanziare le proprie attività, ma non tutti sono stati destinati alla «costruzione della cultura antimafia» promessa dall’associazione. Viaggi personali, cene e pranzi al ristorante, soggiorni in hotel, libri di ricette e manuali per diete famose, elettrodomestici, strumenti musicali, oggetti d’arredo, non meglio precisati prodotti arte orafa. Tutto quanto è finito in conto all’associazione. Dall’analisi delle transazioni bancarie – afferma la Guardia di finanza in una delle informative richiamate dal gip nel provvedimento di convalida del sequestro – emergono tutta una serie di «operazioni che sono state saldate mediante i conti dell’associazione e che, almeno allo stato degli atti, non appaiono giustificabili in termini di coerenza con quanto risulta essere oggetto delle finalità di Riferimenti». A spese dell’associazione infatti, Musella e il suo ex compagno Salvatore Ulisse Di Palma (non indagato) – medico di mestiere ma chiamato a firmare un libro sulla storia del padre della presidente – hanno soggiornato in alberghi a Orvieto, Assisi, Verona, Firenze e Salerno, sembra abbiano passato un romantico capodanno sulla neve, e hanno dormito in hotel a Roma, esattamente – si legge nelle carte – il giorno prima della partenza da Fiumicino per tre viaggi di piacere alle Maldive, in Messico e in Marocco e Andalusia.

ASSOCIAZIONE DI FAMIGLIA Ma secondo quanto emerso dalle indagini, sempre grazie ai fondi di Riferimenti, anche altri parenti avrebbero beneficiato di viaggi e soggiorni. A spese dell’associazione sono andati in Folgaria – sede della “Settimana bianca dell’antimafia” – non solo l’ex compagno e la nipote di Musella, entrambi chiamati a fare da relatori, ma anche il figlio della parente. Ad Assisi invece, dove il figlio maggiore della presidente di Riferimenti è stato ospite per un lungo periodo, a spese di Riferimenti sono più volte andati non solo Musella, ma anche il compagno, il figlio minore della donna e la fidanzata del maggiore. In più, aveva sottolineato il gip nel provvedimento, entrambi i figli della Musella avrebbero avuto non meglio precisati incarichi di collaborazione con Riferimenti , tanto di risultare in «condizione di dipendenza finanziaria» dalla madre, che per il maggiore dei due ha provveduto anche a molti acquisti (inclusi 47 pacchetti di sigarette). Sempre – dicono le indagini – a spese dell’antimafia.

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