2 Dicembre 2020

Venuta meno l’aggravante dei futili motivi, la condanna in secondo grado per Marcello Amato è stata riformata dai 30 anni comminati in primo grado (rito abbreviato) a 20 anni. L’imputato, difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Gregorio Viscomi, è accusato di avere ucciso a colpi d’arma da fuoco, a novembre 2014, Alessandro Morello. L’omicidio è nato dopo un alterco scaturito tra i due. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la vittima, di origine rom, si trovava a bordo della sua Bmw quando venne fermata da qualcuno che conosceva. Sceso dall’auto ha avuto un diverbio in seguito al quale è stato raggiunto da colpi di pistola al torace e all’addome. È stato il nome che ha sussurrato prima di morire che ha condotto gli investigatori da Amato, in casa del quale vennero trovate tre pistole. Dopo l’arresto, il 40enne fornì una propria versione dei fatti agli inquirenti affermando di avere sparato perché sicuro che Morello stesse estraendo una pistola contro di lui. Secondo gli inquirenti, la lite tra Amato e Morello sarebbe nata per contrasti interni alla criminalità locale.

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