‘CIRCOLO FORMATO’, LE MOTIVAZIONI: ‘FEMIA NON ERA UN MAFIOSO’

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L’ex sindaco di Marina di Gioiosa Jonica, Rocco Femia, non era un mafioso. E’ questo uno dei punti focali ad emergere dalle motivazioni della sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione e relative all’annullamento delle condanne al Sindaco ed agli amministratori della giunta Femia. Le motivazioni dei giudici mettono, così, definitivamente la parola fine sul processo “Circolo Formato”. L’operazione, condotta a maggio 2011 dalla squadra mobile di Reggio Calabria e coordinata dalla Dda reggina, dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dal pm Maria Luisa Miranda, fu chiamata “Circolo formato” poiché, durante le indagini, una squadra della polizia fu direttamente testimone di un battesimo di ‘ndrangheta. In seguito all’inchiesta il Comune di Marina di Gioiosa Jonica verrà sciolto per infiltrazioni della ‘ndrangheta.
Tornando alle motivazioni. «Non esiste alcuna prova, si legge, che la competizione elettorale fosse stata influenzata dalle “famiglie” Aquino e Mazzaferro». Sulla posizione dell’ex primo cittadino, per cui la Suprema Corte ha disposto un nuovo processo di secondo grado, «manca l’affiliazione rituale, manca l’investitura della qualifica di “componente” del clan chiaramente attribuitagli dal capocosca, manca la commissione di delitti e mancano significativi “facta concludentia” riconducibili allo svolgimento di attività per conto della cosca di natura illecita o delinquenziale che possano fare ritenere provata la partecipazione anche in assenza di elementi per affermare il formale inserimento nella stessa».

 

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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