Consiglio, la spunta Tallini: «Oliverio si è rassegnato»

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Nove voti per il rappresentante di Forza Italia, che entra nell’Ufficio di presidenza, solo uno per Morrone (che non ha votato per sé). «Sanata, anche se con ritardo, una ferita democratica». Approvata la legge sul Centro protesi di Lamezia

«Oliverio si è dovuto rassegnare». Mimmo Tallini commenta così la sua elezione a segretario-questore del consiglio regionale, dopo altri due tentativi andati a vuoto (Giuseppe Graziano aveva avuto la meglio grazie ai voti della maggioranza). Stavolta, il centrosinistra si è davvero fatto da parte, senza interferire con le decisioni dell’opposizione, che ha fatto quadrato attorno al consigliere catanzarese. A lui sono andati 9 voti in totale, a fronte delle 18 schede bianche presentate dalla maggioranza. Per Tallini ha votato anche l’avversario della vigilia, Ennio Morrone (una sola preferenza per lui). È proprio l’ex assessore della giunta Scopelliti a confessarlo: «Ennio mi ha fatto vedere la scheda. Non si potrebbe dire, ma questo testimonia la sua grande onestà intellettuale». Tallini è convinto che Oliverio ci abbia provato comunque a mettergli i bastoni tra le ruote, senza riuscirci: «La maggioranza ha discusso fino all’ultimo nel tentativo di eleggere qualcun altro. Hanno fatto il nome di Wanda Ferro, di Baldo Esposito e poi di Morrone. Nessuna di queste operazioni è alla fine andata in porto, così al centrosinistra non è rimasto altro che il passo indietro». Il neo segretario crede che, con la sua elezione, si sia finalmente sanato un vulnus, una «ferita»: «Solo ora l’Ufficio di presidenza riacquista la sua agibilità democratica e può presentarsi all’opinione pubblica come organismo pienamente rappresentativo».

I NUOVI ASSETTI Sfuma, con l’elezione di Tallini, anche il piano a cui lavorava da giorni una parte della maggioranza: con Morrone ai vertici dell’Astronave, si sarebbe liberata la casella di presidente della commissione di Vigilanza, per la quale sarebbero stati in corsa sia Esposito (Ap), sia Francesco D’Agostino (Oliverio presidente). Ora si apre quindi uno scenario da una poltrona per due: vacante è rimasta solo la presidenza della Riforme (per metà legislatura occupata dallo stesso Esposito), e la scelta finale dipenderà dallo stato di salute dell’alleanza tra Pd e Ap, siglata in vista delle prossime elezioni politiche. Certo è che gli alfaniani non sono più una forza marginale in assemblea. Con il rientro in Consiglio di Nazzareno Salerno, che ha lasciato Forza Italia, Ap sale a quattro componente. Gli equilibri, interni alla minoranza e non solo, sono probabilmente destinati a cambiare.

BILANCI E RIFIUTI Nel corso della seduta è stata anche approvata la legge sul centro Protesi di Lamezia Terme, presentata da Antonio Scalzo (Pd).
L’Aula ha inoltre dato il via libera alla variazione del bilancio di previsione 2017-2019, con il voto favorevole di Pd e di “Oliverio presidente” e l’astensione di Ap e gruppo Misto. Il provvedimento è stato illustrato in aula dal presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Aieta.
Ok pure alla legge (presentata da Sebi Romeo) per l’equa distribuzione degli impianti e dei rifiuti su tutto il territorio calabrese. La nuova norma (introdotta da Domenico Bevacqua) prevede che il cosiddetto “criterio localizzativo” venga specificato «sulla base del fattore di pressione territoriale, determinato dal rapporto tra volumetrie di discarica e unità di superficie e calcolato dalle province e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria, su scala comunale e provinciale, previa ricognizione dei siti di discarica cessati, in post-gestione, in gestione operativa con conferimenti ultimati o in corso, ivi compresi quelli non autorizzati».

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