3 Dicembre 2020

Il rapporto Icity rate sulle realtà più “intelligenti” d’Italia mostra la diversità del capoluogo bruzio rispetto al resto della regione. Buon piazzamento per raccolta rifiuti, qualità di acqua e aria e trasformazione digitale. Occhiuto: «Al Sud siamo primi per le buone pratiche»

Cosenza è in controtendenza rispetto all’ecosistema territoriale ed esprime una realtà virtuosa in diversi ambiti. Il dato, è scritto in una nota del Comune, emerge dal rapporto Icity rate 2017, la classifica delle città intelligenti stilata annualmente dal Forum della Pubblica amministrazione, reso noto, con riferimento alla città di Cosenza, nell’ambito dell’iniziativa “Cosenza Smart Benchmarking: quale città verso il 2030?”, svoltasi nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi e organizzata da Forum Pa e dal Comune di Cosenza.
«La ricerca annuale Fpa, che fotografa la situazione delle città italiane (106 comuni capoluogo) nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili – prosegue la nota – analizza 15 dimensioni urbane (tra queste la trasformazione digitale, aria e acqua, energia, turismo e cultura, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, ecc.) e riflette sul percorso da intraprendere per raggiungere, entro il 2030, i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile stabiliti dall’Agenda Onu 2030. Dal rapporto di Fpa emerge che Cosenza ha un buon posizionamento, nel confronto nazionale, nel settore della raccolta dei rifiuti, con riferimento alla quale ragguardevoli sono i risultati raggiunti nella raccolta differenziata. Buoni risultati Cosenza raggiunge anche con riferimento alla trasformazione digitale, in continuo divenire, e per la qualità dell’acqua e dell’aria. Cosenza supera la media regionale anche con riferimento a crescita economica, occupazione, cultura e turismo, mobilità sostenibile e governance/partecipazione».
Il rapporto è stato presentato dal presidente di Forum Pa, Carlo Mochi Sismondi, alla presenza del sindaco Mario Occhiuto e di alcuni stakeholder locali. Per definire Cosenza il presidente di Fpa ha adoperato tre aggettivi: «Sostenibile, digitale, accogliente». Coadiuvato dalla ricercatrice Paola Musollino, il presidente di Fpa ha evidenziato come lo studio condotto su Cosenza abbia messo in luce che addirittura due dei 17 punti fissati nell’agenda 2030 dell’Onu sono stati già attuati: quelli riguardanti la riduzione della produzione dei rifiuti urbani e il rispetto del limite di NO2 nell’aria.
«Cosenza – ha sostenuto Occhiuto – è una città dello stare insieme, esigenza principale di chi vive in una realtà urbana. Siamo sempre i primi del Sud Italia per le buone pratiche. Nel ciclo dei rifiuti abbiamo portato Cosenza al 60% nella raccolta porta a porta. Anche per la qualità della vita, come certificato dalle graduatorie del Sole 24 ore e da Legambiente siamo al primo posto nel Sud Italia». Occhiuto ha, inoltre, ricordato che Cosenza vanta un primato anche nell’ambito dei percorsi pedonali, tattili-sonori per i non vedenti e come l’amministrazione abbia puntato molto su sostenibilità e ambiente, facendo sorgere 15 piazze pedonali, le piste ciclabili e tra breve la ciclopolitana che unisce i punti di interesse della città.
«Ma Cosenza – ha proseguito Occhiuto – punta molto anche alla sulla cultura e sull’arte. Nel nuovo Museo dei BoCs Art ospitiamo 400 opere d’arte che valgono più di un milione di euro. Cosenza conferma la sua vocazione di città opera d’arte. Non si può parlare di città innovativa senza creatività».

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