Cosenza, il Politecnico di Milano promuove l’urbanistica

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La città dei Bruzi tra le migliori per l’efficienza nei processi delle concessioni edilizie. Sessanta giorni per iniziare a costruire un capannone (in Europa sono 185). L’ateneo misura la capacità di attrarre investimenti

Quanto tempo serve per costruire un capannone? Il quesito può apparire banale, ma aiuta a capire quanto la burocrazia freni lo sviluppo in Italia. Lo spunto per la riflessione arriva da un caso dei giorni scorsi, quando i “freni” amministrativi hanno bloccato un resort voluto da Club Med a Cesana, in Val di Susa, mentre in Francia il progetto gemello viaggiava a velocità sostenuta. Nella sua ricognizione sulle lentezze italiane, la Stampa si è fermata anche a Cosenza. E il Comune bruzio, in un contesto farraginoso, mostra tempi migliori della media europea. Se nell’Ue l’attesa media per iniziare a costruire un capannone è di 185, a Cosenza i giorni per il rilascio della concessione sono soltanto 60. È un dato tratto dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio permanente della pubblica amministrazione locale del Politecnico di Milano, che ha raccolto i dati di 46 Comuni capoluogo su 110 tra presentazione della domanda e via libera degli uffici. Tanto per fare qualche esempio, assieme alla città dei Bruzi ci sono Aosta, Asti, Imperia e Bolzano, mentre a Torino occorrono 150 giorni, a Siena 256 e a Lucca addirittura 317 giorni.
Lo stesso Osservatorio del Politecnico inserisce Cosenza tra i Comuni migliori della propria rilevazione per efficienza dei processi concessori urbanistici ed edilizi. La classifica stilata dall’ateneo tiene conto di otto parametri (quelli più importanti sono il tempo di rilascio del Certificato di destinazione urbanistica, il tempo per l’approvazione di uno strumento urbanistico attuativo e il tempo trascorso tra la presentazione di un permesso a costruire e il suo rilascio o diniego) e Cosenza arriva al 22esimo posto, piazzandosi nell’area verde della classifica. Il voto è una A, inferiore soltanto alle A+ di Asti, Ferrara, Perugia e Oristano. Per l’ateneo la misurazione dell’efficienza dei processi concessori rappresenta la qualità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni a tutti gli operatori potenzialmente interessati a investire sul territorio.

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