Fuda fa causa per 10 milioni al ministero dell’Interno

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Il sindaco: «Le scelte dei commissari hanno causato danni economici di rilievo al Comune di Siderno». La decisione «inopportuna» di accendere un mutuo peserà per i prossimi 30 anni sui cittadini. Nel mirino la gestione dei funzionari tra il 2013 e il 2015

 Il Comune di Siderno fa causa per quasi 10 milioni di euro al ministero dell’Interno e ai commissari che lo hanno gestito tra il 18 aprile 2013 e il 31 maggio 2015, dopo lo scioglimento decretato per le ingerenze dei clan. Il motivo: «L’aver causato al Comune danni economici di rilievo, documentalmente sostenuti, conseguenza immediata e diretta sia di una gestione negligente e imprudente da parte degli stessi sia della mancata attivazione, da parte del ministero dell’Interno, degli ordinari poteri di controllo del loro operato». I destinatari della richiesta di risarcimento danni sono (oltre al ministero) i viceprefetti Francesco Tarricone ed Eugenio Pitaro e il funzionario Maria Cacciola. Il sindaco di Siderno Pietro Fuda, che firma la nota inviata anche alla Procura della Corte dei conti, ricostruisce i fatti. Inizia dalla nomina ed entra subito nel vivo delle contestazioni.

IL MUTUO INOPPORTUNO Appena insediata, la commissione straordinaria «ha inoltrato alla Cassa depositi e prestiti una domanda di anticipazione di liquidità, così attivando lo strumento (…) per il pagamento “dei debiti certi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2012”». Per Fuda si tratta di un’imprudenza che avrà ripercussioni nefaste sulle casse del Comune per i prossimi anni. Seguiamo il suo ragionamento: «Dopo appena 12 giorni – scrive il sindaco – senza una previa verifica di quale fosse lo stato finanziario complessivo del Comune e quale la natura dei debiti, ignorando atti, relazioni e documenti contabili che delineavano, sin da prima del proprio insediamento, l’impossibilità del Comune di assolvere a funzioni e servizi indispensabili». E invece, «la Commissione ha ritenuto possibile, lecito e opportuno contrarre un mutuo pari a 8 milioni 991mila euro e al contempo gravare l’ente, per i successivi 30 anni, dell’obbligazione restitutoria di interessi pari a 5 milioni 129mila euro». Una scelta «al buio, nella totale e cosciente rimozione dell’insieme di relazioni già in quel momento acquisite agli atti comunali e redatte sia dal Collegio dei revisori sia dal responsabile del servizio finanziario del Comune». Quelle relazioni erano «concordi nel definire “il Comune di Siderno un ente con forti problematiche economico-finanziarie, in perenne mancanza di liquidità… nonché un ente strutturalmente deficitario nelle condizioni di pre-dissesto”».

«COMPORTAMENTO ABNORME» In realtà, ancora prima della sottoscrizione del contratto di anticipazione (il 5 giugno 2013, poi modificato il 21 ottobre dello stesso anno), tra Corte dei conti e commissione straordinaria è iniziato un contradditorio per «acquisire chiarimenti e integrazioni circa il rendiconto dell’anno 2011». Dal carteggio emergono «irregolarità e criticità» registrate dai magistrati contabili, assieme alla mancata adozione di «provvedimenti straordinari di riaccertamento dei residui». Fatti che hanno portato prima il responsabile del settore economico-finanziario del Comune e poi i revisori dei conti a suggerire la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario il 19 dicembre 2013. Suggerimenti accolto in 24 ore dalla commissione straordinaria. Per Fuda questa scelta è un «ulteriore prova documentale di quanto inutile, gravoso e antieconomico fosse lo strumento di anticipazione». Perché chiedere un maxi mutuo per un Comune già, di fatto, in dissesto? È quello che si chiede Fuda. Che sottolinea «l’abnormità e gravità del comportamento illecito e dannoso integrato dal ministero dell’Interno» e, nel farlo, rileva «come la dichiarazione di dissesto sia stata effettuata nonostante il venir meno (indebito e costoso) dei quasi 9 milioni di euro pagati con il ricorso al mutuo, somma dunque non più gravante sulla massa passiva».

RISARCIMENTO MONSTRE Fuda fa i conti del disastro generato da quella scelta per chiedere i danni al ministero. Intanto, ignorare gli atti contabili e le relazioni «che già evidenziavano lo stato di pre-dissesto» ha generato «con il solo mutuo, un debito per interessi a carico del Comune di Siderno pari a 5 milioni 129mila euro». In secondo luogo, i commissari avrebbero potuto seguire un’altra strada, quella della «modalità semplificata di liquidazione», che avrebbe consentito di risparmiare sui debiti proponendo transazioni ai creditori. Infine, la terna non avrebbe «verificato la consistenza, la fondatezza e l’origine dei crediti pagati con l’anticipazione di liquidità». Prendiamo il caso del consumo idrico: con il mutuo sono stati pagati – pochi giorni prima della dichiarazione di dissesto, 3 milioni 264mila euro a Sorical e 1 milione 764mila euro alla Regione Calabria. Cifre poi abbattute del 50% dopo le procedure attivate dalla giunta Fuda. La somma di tutte le (per ora presunte) irregolarità introduce una richiesta monstre di risarcimento per il ministero dell’Interno e i commissari: 9 milioni 624mila euro. E, sul piano politico, ribadisce i dubbi di molti sindaci su gestioni commissariali non sempre cristalline. (ppp)

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