Dom. Ott 24th, 2021

Nell’ambito del progetto South Cultural Routes, dedicato ai cammini storici e alle “vie sacre” della Calabria, la Cittadella ha acquistato (tramite affidamento diretto) 8mila «guide per il viaggio con la relativa personalizzazione»

Con la storia non si scherza, e meno che mai se c’è di mezzo il sacro. Il turismo, poi, in Calabria è una sorta di totem della retorica da convegno, un «volano di sviluppo» buono per ogni stagione elettorale. Gli elementi – il sacro, il turismo, la politica – ci sono dunque tutti e sono condensati nell’iniziativa, senza dubbio bella e opportuna, delle South Cultural Routes, che nel gelido lessico burocratese rientra nel «tematismo dei cammini». Traducendo, si parla delle “Vie storiche e sacre, dei Cammini del Pellegrino e degli itinerari giubilari”. Tempo fa la Regione Calabria ha proposto – insieme a Puglia (capofila), Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Sicilia – il progetto intitolato, appunto, South Cultural Routes, valutato molto positivamente nelle stanze romane del governo e dunque sfociato nella sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Regione capofila e il Mibact.
Venendo a noi, nel progetto è stata prevista «l’attuazione di attività di promozione e di comunicazione delle Vie Sacre e Storiche in Calabria». Si è quindi arrivati, con somma e comprensibile soddisfazione del governatore Oliverio, ad inserire la Calabria nell’Atlante dei cammini d’Italia con due suggestivi percorsi, quello di San Francesco di Paola e quello del “Sentiero del Brigante” tra l’Aspromonte e le Serre. Ovviamente il merito, oltre che a chi è stato lesto a intestarselo, va anche ai molti gruppi di escursionisti che da anni battono e fanno conoscere queste suggestive vie della dorsale appenninica calabrese. Ma ora la cosa è istituzionalizzata e, dunque, tanto vale andare fino in fondo. Come e con che risultati? Si vedrà col tempo. Intanto, però, ai piani alti della Cittadella per promuovere i cammini di Calabria hanno pensato che fosse utile e anche urgente acquistare 8000 copie dei «taccuini “Calabria” Touring Club editore con la relativa personalizzazione». Il tutto per la modica cifra di oltre 38mila euro (38.480), liquidati con decreto del 6 novembre scorso al Touring Club «in qualità di editore della guida e taccuini per il Viaggio “I Cammini di Calabria”».
Un «affidamento diretto», si specifica nelle carte della Regione, reso possibile dalla circostanza che si resta al di sotto dei 40mila euro. Però non si capisce, leggendo gli atti ufficiali, in cosa consista questa «personalizzazione». E poi a che serve, se evidentemente è già stato individuato il fornitore, specificare che «l’individuazione dell’operatore economico e l’espletamento della procedura» avverrà mediante il Mepa (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione)? Misteri (o specchietti per le allodole) della burocrazia regionale.
Ad ogni modo non resta che aspettare, sempre fiduciosi, per conoscere a chi o a cosa verranno destinati gli 8mila taccuini acquistati dalla Cittadella. E, soprattutto, quanto davvero serviranno a far conoscere e visitare i cammini storici e sacri della Calabria.

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