LOCRIDE (RC): Il J’ACCUSE DI FRANCESCO CANDIA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DEL TERRITORIO

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La crocifissione della Locride sui mass media nazionali continua e questa volta anche la recente richiesta di 51 sindaci di esser ricevuti dal Ministro Minniti per mettere a fuoco la problematica dello scioglimento dei consigli comunali è servita per alimentare l’ostracismo nei confronti del territorio. Di questo avviso è il presidente dell’ assemblea dei Comuni della Locride ,Francesco Candia, che replica in maniera sdegnata ad un articolo del Corriere della sera che facendo riferimento a quanto riportato dal giornale in questione ovvero “I 51 sciolti per mafia – I Sindaci dei centri infiltrati dalle cosche si ribellano allo Stato” puntualizza : nessuna rivolta ! Un’azione pur sempre da protagonisti della democrazia e della legalità “. Quindi Candia afferma ” Sono l’ultimo dei 51 firmatari della richiesta che i Sindaci reggini hanno inviato al Ministro degli Interni, loro conterraneo, chiedendo un incontro per sottoporgli l’opportunità di poter riesaminare l’impianto normativo relativo all’istituto dello scioglimento dei Consigli Comunali. E sono la stessa persona che, la sera precedente all’incontro cui il signor Prefetto di RC ha invitato i 51 Sindaci, ho convocato e presieduto l’Assemblea dei Sindaci dei 42 Comuni della Locride (3 dei quali in atto commissariati), le cui conclusioni sulla tematica sono state unanimi e senza distinguo, tra firmatari e non, della lettera al Ministro Minniti”. Quindi il presidente dell’ assemblea dei sindaci puntualizza ” Intendo con questa mia nota rigettare ed eccepire rigidamente titoli, impostazione e gran parte dei contenuti e riferimenti dell’articolo del Corriere della Sera presentato ed introdotto come “I 51 sciolti per mafia – I Sindaci dei centri infiltrati dalle cosche si ribellano allo Stato” e nel quale poi si aggiunge pure “i sindaci dei comuni calabresi sciolti per mafia (o in odore di scioglimento) non si rivoltano contro la ‘ndrangheta ma contro lo stato”. Preciso – dice Candia – che nessuno dei firmatari della lettera è attualmente assoggettato a verifica da parte di Commissione d’accesso. I pubblici dibattiti sul tema svoltisi nelle ultime settimane hanno da più parti messo in rilievo la necessità di rivisitazione della legislazione in questione, ivi comprese le dichiarazioni di Magistrati Procuratori. Nessuno dei Sindaci ha sostenuto l’aspettativa di vedere abolita la misura dello scioglimento, bensì si è inteso segnalare inadeguatezze e limitazioni normative che ledono in pieno il principio giuridico della garanzia di contraddittorio e, senz’altro, palesano insufficienze in termini di risultati dopo le esperienze delle gestioni commissariali.” Candia nella sua nota fa anche riferimento al fatto chew ” Nessuno intende nascondere la realtà, così come nessuno può rimanere indifferente innanzi al fenomeno di una ricorrente reiterazione del provvedimento riguardo ai medesimi enti, a comprova che in mancanza del “Sindaco-taumaturgo” neanche altri organi di amministrazione straordinaria riescono ad assicurare adeguata bonifica rimuovendo ed eliminando definitivamente anomalie ambientali o comportamentali e di gestione “. Dopo aver precisato che i sindaci “tuttavia non intendono soggiacere ad una condizione di pregiudizio, discriminazione e diffidenza – confermata anche da questo episodio – e gradirebbero poter servire lo Stato e le proprie popolazioni con il dignitoso rispetto che la loro funzione merita ” Candia ricorda che i 51 sindaci firmatari sono “soltanto una parte della più amplia platea di colleghi che, comunque, condivide e sostiene la presa di posizione e che si riconosce nella rappresentanza di Anci Calabria impersonata dal Presidente Gianluca Callipo”. Quindi una serie di riferimenti alle sue esperienze personali a favore della Società come sindaco e come semplice cittadino e la conferma di ” stima ed apprezzamento agli organi ed altri rappresentanti dello Stato che assolvono ai compiti di Governo, Giustizia e Polizia ” ma anche la volontà di non rinunciare ” alla mia libertà di pensiero ed espressione, dichiarandomi immune a condizionamenti e collusioni, ma soprattutto non disponibile a subire lezioni di antimafia attraverso le pagine di prestigiose testate giornalistiche che vorrei poter continuare a considerare dai contenuti attendibili, soppesati ed anzitutto veritieri “. Nella parte finale la riserva di esercitare, “d’intesa con gli altri Sindaci”, ogni eventuale diversa azione di tutela, con l’auspicio che “quanti esercitano la delicata funzione dell’informazione sappiano meglio contribuire alla causa del riscatto sociale e della responsabilizzazione dell’opinione pubblica senza incorrere nella facile tentazione dei giudizi sommari e populistici.”

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