I Morrone veleggiano verso l’Udc

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Il consigliere regionale Ennio (tra qualche settimana) e suo figlio Luca (da subito) trovano spazio nella Balena Bianca che Talarico vuole rilanciare. Mugugni nel Cosentino tra i sostenitori di Trematerra. Ma il segretario regionale smorza i toni: «C’è spazio per tutti»

Padre e figlio nella pancia della Balena (bianca). Non è solo la storia di Geppetto e Pinocchio, ma anche quella di Ennio e Luca Morrone, ormai componenti a pieno titolo dell’Udc di Lorenzo Cesa. L’adesione dei consiglieri regionale e provinciale al partito erede della Dc è stata siglata ieri al termine di un incontro a Roma al quale, oltre al segretario nazionale, ha preso parte anche il coordinatore calabrese Franco Talarico.
Per il momento a entrare ufficialmente nella Balena Bianca è solo Luca; il padre, invece, formalizzerà il matrimonio solo dopo aver sistemato alcuni aspetti burocratici in consiglio regionale, dove tecnicamente è ancora un membro del gruppo di Forza Italia, malgrado abbia lasciato il partito azzurro ormai molti mesi fa. L’adesione dei Morrone rientra nel progetto di ricostruzione che l’Udc ha avviato anche in Calabria ormai da un anno, precisamente a partire dall’elezione di Talarico al vertice della segreteria. Ed è stato proprio l’ex presidente del consiglio regionale, nelle vesti di un novello Collodi, a ideare e sponsorizzare l’ennesimo cambio di casacca dei due politici cosentini, che vantano militanze nell’Udeur (a quei tempi solo il padre faceva politica attiva, ndr) e nel Pdl, senza contare l’ultima esperienza tra le fila dei verdiniani di Ala.
L’operazione, secondo le prime indiscrezioni, rientra in un progetto più vasto in vista delle elezioni politiche e non è escluso che Morrone padre chieda al centrodestra un posto per il figlio nel listino proporzionale Nord.
Il momento è più che propizio: tutti i sondaggi danno, anche in Calabria, in netto vantaggio la coalizione guidata da Berlusconi, Salvini e Meloni, nella quale l’Udc, accanto alla “quarta gamba” di Noi con l’Italia (presentata pochi giorni fa da Fitto, Tosi, Costa e Zanetti) correrà con il proprio simbolo. Lo Scudocrociato sarà quindi la «quintessenza» (copyright Cesa) dell’alleanza, con la probabile adesione del gruppo capitanato da Gaetano Quagliariello, che in Calabria porterà in dote i voti degli ex consiglieri regionali reggini Luigi Fedele, Giovanni Nucera e Pasquale Tripodi.

ROTTURA L’arrivo dei Morrone, tuttavia, rischia di squassare anzitempo un partito che, a fatica, sta cercando di tornare ai fasti di un tempo. Mercoledì scorso, cioè un giorno prima dell’accordo romano, la segreteria provinciale di Cosenza, in un verbale spedito direttamente a Cesa, aveva infatti espresso all’unanimità la sua «assoluta contrarietà a qualsiasi ipotesi di ingresso da parte dell’on. Morrone e del figlio». La direzione, presieduta da Flavio Cedolia, aveva infatti stabilito «alcuni presupposti irrinunciabili per una crescita sana in ambito provinciale», tra cui il non poter accettare adesioni da parte di «alcun soggetto esterno interessato a una collocazione finalizzata solo alla competizione elettorale». E poi «in nessun caso l’immagine del partito può essere deteriorata dal fenomeno della transumanza politica». Il documento si presentava dunque come un aut aut, visto che lo stesso verbale annunciava l’intenzione di tornare nell’Udc di un altro ex pezzo da novanta del partito, il già assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra. Il messaggio finale a Cesa era dunque abbastanza chiaro: o Trematerra (che alle ultime amministrative di Acri è stato l’artefice dell’exploit che ha permesso all’Udc e ad altre due civiche di raccattare 2.500 voti) o i Morrone.
Cesa, alla fine, sembra aver scelto il padre e il figlio. Ma non è detto che sia rottura definitiva. Lo stesso Talarico, che punta alla candidatura (Camera o Senato) nel collegio Catanzaro-Lamezia, ribadisce la volontà di lavorare per l’unione dello Scudocrociato: «I Morrone e Trematerra? Dentro c’è spazio per tutti. La mia intenzione è di costruire un partito a due cifre, proprio come cinque anni fa. E per raggiungere l’obiettivo c’è bisogno del contributo di tutti».

MORRONE CI STA In attesa della decisione finale di Trematerra, Morrone figlio prova a spiegare le ragioni della sua adesione: «La decisione è stata a lungo maturata e determinante è stata la scelta, fatta nei mesi scorsi dal partito, di schierarsi in maniera organica rappresentando i moderati in un’alleanza di centrodestra. Infatti, il risultato elettorale siciliano è la testimonianza evidente che, soprattutto al Sud, un partito ancorato ai valori e alle tradizioni, quale l’Udc, è ancora centrale e di forte interesse, in quanto altamente rappresentativo dei bisogni della comunità». La prima uscita ufficiale, spiega Morrone, avverrà dopo le feste natalizie, con un incontro a Cosenza al quale parteciperanno anche Cesa e Talarico. «Lavoreremo, da subito, per rafforzare sempre di più la presenza sul territorio dell’Udc in una visione europeista, nel solco del partito popolare europeo, e per contrastare i partiti populisti, bravi a raccogliere consensi ma incapaci nell’azione governativa».

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