OPERAZIONE “GINETTO”: FALLIMENTI PILOTATI, 14 ARRESTI

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È in corso dall’alba di questa mattina una vasta operazione di polizia economico finanziaria
volta a sgominare una articolata associazione a delinquere operante fra il Crotonese, il
Piemonte, la Liguria e la Lombardia. Su ordine del GIP del Tribunale di Crotone Michele
Ciociola, a seguito della richiesta da parte del Sostituto Procuratore titolare delle indagini,
dott. Gaetano Bono, sono stati sottoposti alla misura cautelare in carcere quattro crotonesi
accusati di aver fatto parte di un sodalizio delinquenziale con ramificati contatti al nord. Costoro
si occupavano di “far fallire”, presso il Tribunale di Crotone, società in difficoltà
economica e gravate da debiti tributari rilevanti.
Nel 2015, i finanzieri di Crotone approfondivano una serie di SOS, ovvero segnalazioni
per operazioni sospette, e individuavano le tracce di un sistema criminale creato per costruire
e condizionare fallimenti a Crotone. La Procura della Repubblica pitagorica, raccogliendo
l’intuizione delle Fiamme Gialle, avviava quindi una complessa indagine che, dopo circa
due anni di analisi documentali, intercettazioni telefoniche, pedinamenti e servizi di
osservazione, permetteva di ricostruire il disegno criminoso.
Si registravano infatti numerosi fallimenti decretati dal Tribunale che, stranamente, vedevano
quali rappresentanti legali di tali società sempre le stesse persone, “teste di legno”
appositamente assoldate da un “reclutatore”, tale CHIODO Giuseppe, uomo di fiducia del
promotore dell’organizzazione delinquenziale, STORARI Alberto, quest’ultimo residente
in Novara ma con un passato crotonese (è stato residente in Cirò Marina per diversi anni
impiantando attività commerciali). I predetti sono stati quindi arrestati insieme alle teste di
legno, CORIGLIANO Francesco, PANTISANO Luigi, DE ANGELIS Antonio. Questi
guadagnavano invero poche centinaia di euro da questa attività a fronte di rilevantissimi
interessi economici sottesi al disegno criminoso, risultando comunque fondamentali allo
schema posto in essere e ampiamente utilizzato dallo STORARI, per la perpetrazione delle
distrazioni.
Ulteriori sodali con ruoli diversi ma ugualmente e utilmente determinati per la
commissione della scientifica spoliazione delle società in difficoltà sono risultati essere
CASTELLO Antonio, dottore Commercialisti di stanza a Genova e l’Avvocato
MASSOLO Ivana, residente anch’essa in Piemonte, con studio a Torino la quale curava
la parte “legale” delle operazioni di “riassetto” delle società in decozione unitamente
allo STORARI, vera mente dell’intero gruppo e, peraltro, con precedenti nella specifica attività
criminosa. Fondamentale in tal senso è apparsa l’attività dei “professionisti”, ben più insidiosa
e determinante di quella degli interpositori i quali, coscientemente, come dimostrano le
intercettazioni telefoniche disposte, ponevano in essere le operazioni commerciali, societarie
e contabili, per avvantaggiare i propri clienti e spostare le responsabilità sugli associati
crotonesi
In ultimo sono stati arrestati e posti ai domiciliari gli imprenditori BISIO Enrico di
Novara, LOMBARDI Roberto di Genova, MINORI Luigi di San Sebastiano da Po’ in
provincia di Torino, PASCUZZI Maria Rosa, originaria di Belcastro (CZ) e residente in
Chivasso (TO), FERRANDO Giuseppe di Genova e DE GREGORI Paolo di Novara. Tutti
si sono avvantaggiati dei “servizi” offerti dall’organizzazione per salvare i beni e l’azienda, dagli
incipienti fallimenti che si sarebbero verificati lì dove le società avevano le sedi legali. Indagati
inoltre ulteriori 14 imprenditori di varie località italiane che nel corso degli anni si sono
avvalsi delle prestazioni dell’organizzazione capeggiata dallo STORARI.
Sottoposte a sequestro e ad amministrazione giudiziaria otto società operanti in
Genova, Novara, Milano, Chivasso (TO), Busto Arsizio (VA), Limena (PD), Pietrasanta
(LU) che sono, in parte, l’attuale risultante di 34 società portate al fallimento in Provincia
di Crotone, dal 2009 fino ai giorni nostri (a dicembre del 2016 venivano ancora posti in
essere atti di trasferimento delle sedi) dall’organizzazione criminale. AI componenti il
gruppo e agli imprenditori correi, è stato inoltre contestato un profitto derivante dall’illecita
attività, per circa un milione e mezzo di euro, mentre l’ammontare delle sole iscrizioni a
ruolo per debiti tributari – quindi senza conteggiare i debiti verso i fornitori e gli Istituti di
Credito -, ammonta a 140 milioni di euro per i fallimenti decretati a Crotone delle società
con sede fittizia presso gli indirizzi dei prestanome.
L’indagine, nata come detto dalla capacità dei finanzieri del Nucleo di Crotone di
approfondire le segnalazioni per operazioni sospette e dalla parallela attività di analisi svolta
dal Procuratore della Repubblica sui fascicoli dei fallimenti in essere, è stata diretta dal Sost.
Proc. Dott. Gaetano Bono e si è dipanata negli anni 2015/2016. Ci si è avvalsi, tra l’altro, di
numerose intercettazioni telefoniche risultate fondamentali per dispiegare il quadro
associativo, per comprendere i meccanismi utilizzati nonché per trasferire le sedi legali e le
quote societarie. In parallelo i finanzieri pedinavano i componenti dell’associazione per
delinquere.
Come accennato gli imprenditori che in nord-Italia si venivano a trovare in difficoltà,
accedevano ai “servizi” offerti da questa particolare “agenzia”, venendo a conoscenza
delle capacità dello STORARI Alberto attraverso un passa parola fra i clienti soddisfatti. Tale
“consulente” entrava quindi in contatto con le varie aziende in crisi, accumunate da consistenti
pendenze erariali e debitorie, e a queste proponeva un contratto all-inclusive comprensivo
di tempi e costi che veniva consegnato e fatto firmare all’amministratore in difficoltà; il
contratto prevedeva principalmente 3 fasi:
– distrazione degli “assets positivi” esistenti attraverso falsi contratti di cessione di rami
d’azienda e svuotamento di conti societari anche attraverso false fatturazioni;
– creazione di una nuova compagine sociale “amministrata” da soggetto appartenente al
medesimo gruppo familiare e/o compiacente;
– trasferimento della sede legale (con tutte le passività a quel punto esistenti) nella
provincia crotonese con intestazione delle quote sociali a prestanomi compiacenti e
contestuale nomina del rappresentante legale “vittima sacrificale” dei successivi destini
societari.
La regia dei vari passaggi era affidata a due insospettabili professionisti:
• il Commercialista di fiducia Dr. CASTELLO Antonio con studio in Genova, il quale
avendo già la disponibilità delle smart card (utilizzabili per la firma digitale dei
documenti) intestate alle teste di legno crotonesi provvedeva ed effettuare le
comunicazioni alle CCIAA riguardanti le cessioni di quote, i trasferimenti sede, ecc
senza incontrare direttamente i soggetti interessati;
• l’avvocato MASSOLO Ivana di Torino, che si preoccupava di offrire la propria
consulenza legale alle varie trasformazioni societarie entrando direttamente in contatto
con gli imprenditori “clienti” dello STORARI.
Nell’ultima fase entrava in scena il CHIODO Giuseppe, uomo di fiducia dello STORARI
sul territorio crotonese il quale si occupava di “reclutare” i vari prestanome, di trovare le
sedi dove trasferire le società da condurre al fallimento, individuare gli studi notarili per lo
svolgimento dei falsi atti di cessioni di quote formalmente ineccepibili, sino ad arrivare a
diventare egli stesso, temporaneamente, amministratore di società.
Impegnati nella odierna operazione di polizia 70 Finanzieri in tutta Italia per gli arresti e i
sequestri preventivi di società e beni.

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