Pensioni di invalidità, boom (sospetto) in Calabria

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Erogato il doppio delle prestazioni rispetto all’Emilia Romagna. L’allarme dell’ex commissario alla revisione della spesa Cottarelli: «La crescita delle erogazioni riflette logiche clientelari»

Nell’Italia che dibatte dei correttivi alle pensioni con un pacchetto da 300 milioni di euro, si riaccendono la polemica e l’allarme sull’erogazione di prestazioni agli invalidi civili (pensioni e indennità accompagnamento) secondo maglie troppo larghe. Che in Calabria somigliano a voragini e inghiottono fette crescenti di denaro pubblico. Una partita che vale risorse addirittura maggiori rispetto al pacchetto pensioni. Lo dice Carlo Cottarelli, ex commissario alla revisione della spesa ed economista del Fmi, che ha da poco lanciato l’Osservatorio sui Conti Pubblici italiani presso l’Università Cattolica di Milano.

NUMERI IN CRESCITA Secondo i numeri evidenziati dall’Osservatorio, dopo una stabilizzazione avviata nel 2010 – quando nelle Commissioni che validano le domande è entrato un medico dell’Istituto – seguita da qualche anno di tregua, dal 2014 la curva della spesa per invalidi civili dell’Inps è tornata a impennarsi. La stima è che quest’anno si chiuderà a 17,8 miliardi, 700 milioni in più del 2014. Nell’arco di 15 anni l’esborso è salito del 60 per cento. Se quattro anni fa erano attive 4.670 prestazioni ogni 100mila abitanti, ora siamo saliti oltre 5mila. L’amara percezione è che l’andamento «rifletta ancora logiche clientelari», dice Cottarelli.

CALABRIA DA RECORD Come per molti indicatori, anche alla voce degli invalidi il Paese è spaccato. E gli estremi si allontanano sempre più. L’andamento delle prestazioni ha viaggiato al doppio proprio laddove era già anomalo il numero di partenza. In Calabria, nel 2014 le pensioni di invalidità superavano quota 7mila ogni 100mila abitanti, record in Italia. Da allora l’aumento è stato di 686 unità ogni 100mila persone, contro una media nazionale di 390. Oggi, in rapporto alla popolazione, la Calabria ha il doppio delle prestazioni dell’Emilia Romagna, il territorio più virtuoso. Seguono  Sardegna, Umbria e Puglia.
Il fenomeno, annota l’ex commissario, è «particolarmente odioso perché, oltre ad accrescere la spesa pubblica, sottrae risorse a chi avrebbe bisogno di maggiore assistenza». Alla voce della spesa sanitaria, previdenziale e per le prestazioni sociali agevolate – nella quale rientrano anche i falsi invalidi – le Fiamme gialle hanno dedicato quasi 15mila controlli lo scorso anno, denunciato oltre 17mila persone e accertato frodi per più di 163 milioni di euro, facendo scattare il sequestro su 23,5 milioni.

I POTERI DELL’INPS Dall’introduzione nelle commissioni di un rappresentante dell’Istituto previdenziale, si è dimezzata la quota di ricorsi contro le mancate erogazioni accolti in sede di contenzioso giudiziale. Significa che un po’ di potere di contrasto è stato messo in campo. Ma non basta. Secondo Cottarelli, la «via per ridurre gli abusi» passa attraverso «la centralizzazione delle decisioni di erogazione delle prestazioni di invalidità e dei successivi controlli, aumentando i poteri dell’Inps». Una strada intrapresa in Calabria, dove il commissario ad acta ha stipulato un’intesa con l’Istituto per il controllo degli invalidi civili, contro il quale la Regione aveva fatto ricorso al Tar. Battaglia giunta fino al Consiglio di Stato, e risolta in favore dell’accordo nelle scorse settimane. Dai dati raccolti da Cottarelli è evidente che urge accelerare in quella direzione.

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