PILEGGI CONTRO ALFARANO E A DAQUA

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«Apprendo con stupore che la Rete dei Comuni Solidali ha espresso solidarietà al Sindaco di Camini Giuseppe Alfarano e al Tecnico Comunale Carmelo Daqua e ciò è assolutamente inammissibile poiché prima di rilasciare comunicati stampa e attestazioni di solidarietà bisogna certamente conoscere i fatti. Nel comunicato in questione si legge: «Nessun atto di violenza è mai tollerabile da qualunque parte arrivi. I Sindaci sono i rappresentanti dello Stato più esposti, sempre in prima fila, e devono essere adeguatamente nell’esercizio delle loro funzioni». Tutto ciò è vero ma non è ammissibile però che sia proprio un Sindaco ad aggredire fisicamente un cittadino minacciandolo con toni mafiosi. Nessuno si è chiesto come mai è stato aggredito fisicamente proprio il fratello di un consigliere comunale di minoranza che porta avanti una dura opposizione, e pertanto, la solidarietà bisognerebbe esprimerla nei confronti della vittima e del sottoscritto che fa parte di un civico consesso. Questa vicenda segna l’apice della tensione che si vive a Camini dove la democrazia è sospesa e la dittatura di poche persone regna sovrana. Il Sindaco Giuseppe Alfarano è stato denunciato presso la Stazione dei Carabinieri di Riace per aggressione fisica mentre il Tecnico Comunale Carmelo Daqua per lo scasso di un magazzino. Mio fratello ha avuto dal Pronto Soccorso di Soverato 20 giorni di prognosi e chiare ferite mentre il Sindaco Giuseppe Alfarano e il Tecnico Comunale Carmelo Daqua attraverso uno scarno comunicato stampa affermano il contrario e cioè di essere stati loro gli aggrediti non avendo però alcun segno sul corpo con un referto di pronto soccorso di sette giorni di prognosi. Fino al tardo pomeriggio del 15 dicembre 2017 il sottoscritto non aveva alcun interesse di informare l’opinione pubblica attraverso la stampa volendo mantenere il riserbo ma i primi a farlo sono stati proprio il Sindaco Giuseppe Alfarano e il Tecnico Comunale Carmelo Daqua credendo così di far passare per vere delle chiare bugie accollando la colpa a mio fratello. Pertanto è arrivato il momento di mettere fine alla dittatura che vive Camini e il sottoscritto provvederà prossimamente a informare il Ministero degli Interni, la Prefettura di Reggio Calabria e le Procure di Reggio Calabria e Locri sull’accaduto e su tutto ciò che riguarda l’amministrazione comunale di Camini che ha un civico consesso a gestione familiare ed è condizionato da una lobby di potere che ha in mano le principali attività imprenditoriali ed economiche del paese. Inoltre è chiaro e noto a tutta la cittadinanza di Camini che a dettare l’agenda politico-amministrativa è il Tecnico Comunale Carmelo Daqua mentre il Sindaco Giuseppe Alfarano è soltanto un puro esecutore di ordini così come gli altri amministratori e consiglieri comunali che hanno il solo compito di partecipare alle sedute del Consiglio Comunale e ad alzare la mano in modo da mantenere in piedi un’amministrazione che non rappresenta il popolo ma i così detti “poteri forti”. E’ giunto il momento che la magistratura inizi a interessarsi e a verificare l’operato amministrativo di questi signori e sto ancora aspettando che i Sindaci e gli Amministratori della Locride abbiano il coraggio di condannare il gesto del primo cittadino di Camini manifestando solidarietà al sottoscritto anche perché chi riceve denuncie per aggressione fisica non è degno di indossare la fascia tricolore! E la fascia tricolore del Sindaco di Camini, è sporca del sangue di mio fratello! Sappia il Tecnico Comunale Carmelo Daqua ciò che disse il martire della libertà e della democrazia Giuseppe “Peppe” Valarioti in un comizio elettorale nel 1980: «Se vogliono intimidirci si sbagliano. I comunisti non si piegheranno mai!». Dott. Adrian Pileggi, capogruppo consiliare comunale di minoranza “Progresso Democratico”e dirigente regionale del Partito Comunista (PC).

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