Polistena, la marcia per la pace patrimonio della città

362

Chiesa ed associazioni rinnovano in città il tradizionale appuntamento giunto oramai alla trentesima edizione. Quattro tappe e temi forti per smuovere le coscienze

Di Giuseppe Campisi

Polistena – Compie trent’anni la Marcia della pace di capodanno, l’appuntamento che la città può annoverare di diritto tra gli eventi rituali che infoltiscono le manifestazioni per promuovere la cultura della pace, della tolleranza ma anche della condivisione e del reciproco rispetto. Dopo il tradizionale pranzo di Santo Stefano – versione allargata dell’eucarestia, che bene sposa l’eucumenismo interreligioso anche a tavola pur non volendo essere come ha chiarito il parroco don Pino Demasi «il pranzo per i poveri ma un momento conviviale ed un segno forte per tutta la comunità perché sappia condividere la propria vita con tutti» – lo step successivo, caposaldo del nuovo anno, sarà la tradizionale marcia che chiamerà a raccolta “migranti e rifugiati, donne e uomini in cerca di pace” che nelle intenzioni degli organizzatori – l’associazione Il Samaritano, in collaborazione con il centro polifunzionale Puglisi, Libera ed i giovani del Servizio Civile Nazionale – dovrà necessariamente servire ad ampliare gli orizzonti dei costruttori di pace per un mondo migliore. Una marcia a tappe, ne sono previste ben quattro, nel corso delle quali si affronteranno e svilupperanno tematiche importanti sia sotto il profilo sociale che umano. Sarà così che verbi ed azioni quali accoglienza, protezione, promozione ma anche integrazione ed invocazione faranno da corollario alla ricerca della pace cercando di sensibilizzare ciascuno al proprio compito quotidiano di contribuire, con piccoli gesti e comportamenti, a riaffermare il messaggio su come vivere senza guerre e nel principio della reciproca tolleranza sia un preciso dovere morale di ogni uomo. Dopo l’accoglienza da parte di don Demasi, prevista attorno alle 18, il corteo muoverà dal piazzale della chiesa della Trinità secondo un tracciato definito che attraverserà il cuore della città fino ad arrivare al duomo dove sarà tenuta la solenne celebrazione conclusiva con l’invocazione della pace presieduta dal vescovo diocesano monsignor Francesco Milito.

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.