SIDERNO (RC): IL CASO MARTA RUSSO VENT’ANNI DOPO

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L’incontro è andato molto al di la di una semplice presentazione di un libro. Ma d’altra parte, il tema, legato alla uccisione, a Roma, della studentessa Marta Russo, che a suo tempo ha registrato il coinvolgimento del sidernese Salvatore Ferraro lo faceva prevedere. La presentazione del libro inchiesta dal titolo “Marta Russo . Di sicuro c’è solo che è morta” , pubblicato dallo scrittore genovese Vittorio Pezzuto, già autore di altro libro sulal vicenda di Enzo Tortora, si è svolto presso lo spazio culturale “ Mag” alla presenza di un folto pubblico . Ospite della presentazione non solo l’autore ma anche il fratello di Salvatore Ferraro , Giorgio, avvocato, il quale , intervistato da Gianluca Albanese che ha moderato il dibattito, ha ripercorso la vicenda in maniera abbastanza particolareggiata portando all’attenzione del pubblico anche i suoi ricordi personali. Vittorio Pezzuto usando la metafora contenuta nel libro “ Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway ha evidenziato una tesi accusatoria decisamente labile. Tra gli altri interventi c’è ,poi, da segnalare quello di Gabriella Mollica Luly , presidente del Consiglio dell’ Ordine degli avvocati di Locri che ha definito il processo per la morte di Marta Russo come “ la morte del diritto” augurandosi, peraltro che quanto prima ci sia una revisione dello stesso processo che, a suo tempo, ha fatto registrare la condanna di Salvatore Ferraro e dell’altro dottorando di quell’epoca, Giovanni Scattone per l’uccisione della giovane studentessa avvenuta il 9 maggio del 1997 nel cortile dell’ Università La Sapienza di Roma. Un episodio che fece rimase all’attenzione dell’opinione pubblica per molto tempo e che si porta appresso parecchi misteri. Abbastanza interessante e molto sentito è stato ,poi, il dibattito che si è sviluppato prima della conclusione dell’interessante serata.

ARISTIDE BAVA

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