Lun. Mag 17th, 2021

La denuncia del sindacato per la struttura a Catanzaro di proprietà della Regione che è sede dei gruppi consiliari: «Irto e Oliverio individuino soluzioni immediate e risolutive»

«Sporcizia diffusa, mobilia accatastata nei corridoi e fili penzolanti. Se al secondo piano dello stabile di proprietà regionale in via Crispi a Catanzaro, non vi fosse allocata la sede dei gruppi consiliari regionali l’impressione generale sarebbe quella di un edificio in dismissione». È quanto denuncia, in una nota, il sindacato Cisal puntando il dito contro «le condizioni a dir poco precarie in cui circa venti unità lavorative si trovano a svolgere le proprie attività». Una situazione, segnala la sigla sindacale, avvenuta dopo il trasferimento dell’assessorato ai Lavori Pubblici alla Cittadella, che ha portato l’immobile a rimanere per lungo tempo inutilizzato prima di essere riconvertito in sede dei gruppi consiliari del Consiglio regionale.
«Solo in parte – accusa il sindacato – le operazioni di ripristino e di ristrutturazione dello stabile, dopo il lungo periodo di disuso, sono state compiute costringendo il personale impiegato ad adattarsi a condizioni lavorative disagevoli».
Risale ad ottobre del 2016 la lunga lista di disagi patiti al secondo piano dello stabile di via Crispi, stilata e inoltrata ai competenti uffici del Consiglio Regionale per sollecitare un pronto intervento ma da allora poco o nulla è cambiato. «Infiltrazioni d’acqua nelle pareti – denuncia la Cisal – continuano a provocare cedimenti degli intonaci interni mentre negli uffici si patisce il freddo per la totale assenza di impianti di riscaldamento o di climatizzazione degli ambienti. Se ciò non bastasse durante le giornate di maltempo dagli infissi vetusti filtra la pioggia e il vento aggravando una situazione non più tollerabile».
Secondo gli esponenti del sindacato questa situazione rappresenterebbe, «un chiaro segnale di disprezzo nei confronti di chi quotidianamente vi lavora e per l’utenza esterna che li frequenta».
«I componenti dei gruppi – aggiunge ancora la Cisal – sono poi costretti a condividere gli spazi con mobilia dismessa accatastata nei corridoi e con i fascicoli ammassati in sei stanze chiuse e adibite ad archivi regionali. Al secondo piano dello stabile hanno trovato, infatti, posto gli archivi della Società dell’informazione, del Bilancio, del settore Uoa-Casa, dei Trasporti e degli Espropri».
Ma le denunce riguardano anche le condizioni dei servizi igienici definiti «deprecabili», questo perché «il personale è costretto ad usufruire di servizi inagibili non solo per il cattivo stato in cui versano i sanitari ma soprattutto a causa del cedimento degli intonaci interni determinato da infiltrazioni d’acqua e presenza di umidità».
Da qui l’appello che la Cisal rivolge al presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, e al governatore, Mario Oliverio, per attivare «soluzioni tempestive e risolutive».
«Crediamo, infatti, che sede naturale dei gruppi consiliari debba essere la Cittadella regionale –affermano i rappresentanti del sindacato – dove ha luogo ogni attività istituzionale della Giunta e del Consiglio. Non comprendiamo quale possa essere il senso e la logica sottostante ad una scelta che relega dipendenti regionali e del Consiglio in spazi tanto distanti dalla sede effettiva della Regione Calabria quanto degradati».
«Sarebbe sufficiente – conclude la nota della Cisal – individuare tre o quattro stanze per accogliere dignitosamente i dipendenti sottraendoli ad una condizione di degrado ormai non più tollerabile dal momento che ogni richiesta d’intervento nella sede di via Crispi è finora caduta nel vuoto. Non accetteremo più soluzioni tampone né una sede che lede la dignità di chi ogni giorno è costretto a svolgervi attività istituzionali».

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