GIOIA TAURO: LA CITTA’ DOVE LO SPORT E’ NEGATO

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Le squadre dilettantistiche di calcio costrette a “emigrare” a San Ferdinando. Il “Cesare Giordano” e l’impianto a Contrada “Lacchi” sono chiusi da tempo.

Resta sempre aperto a Gioia Tauro, e appre putroppo di difficile soluzione, il problea dell’utilizzo dei due impianti sportivi dei quali è dotata la città e da tempo “chiusi” alle locali società sportive die quali è dotata la città e da tempo “chiusi” alle locali società sportive legate in particolare all’attività calcistica che sono costrette a fare ricorso al campo comunale di San Ferdinando.
Il “Cesare Giordano” di Viale Riemembranze e il polivalenze di contrada “Lacchi” – provinciale per Rizziconi non sono ormai da tempo abilitati ad ospitare eventi sportivi di alcun genere e mentre le polemiche non si placano le proteste vanno avanti con interrogativi e domande che continuano a restare senza risposte. Una situazione indecorosa per una città come Gioia Tauro che è la seconda per numero di abitanti nel territorio metropolitano di Reggio Calabria.
Si sa che per il “Giordano”, nell’ambito di un costoso progetto che prevedeva interventi diversi a cominciare dalla creazione del nuovo tappeino e dal rifacimento degli spogliatoi e delle gradinate, i lavori sono rimasti a metà.
Altra storia, invece, per il polivalente di contrada “Lacchi”.
La commissione di collaudo preposta ad autorizzare l’impiego degli impianti sportivi, pare almeno due anni addietro, non ha ritenuto di dovere dare le necessarie autorizzazioni sia per le partite di calcio che per altre attività agonistiche per tutta una serie di motivi riguardanti in buona sostanza la necessità di interventi destinati e renderlo regolarmente fruibile.
Tra le altre motivazioni legate alla mancata autorizzazione c’è quella riguardante il pieno e completo rifacimento dei bagni per il pubblico con la creazione di bagni ad hoc per portatori di handicap, il completo rifacimento degli spogliatoi, la creazione di un nuovo accesso destinato alle categorie dei disabili poichè quello esistente è stato ritenuto a dir poco pericoloso a causa della eccessiva pendenza, il pieno ripristino di tutto l’impianto di illuminazione considerato non funzionale.
Questi alcuni dei “lavori” indicati e segnalati come prioritari e necessari per un possibile collaudo di tutto l’impianto che ospita non solo il campo ma anche campo tennis, area basket e piste per l’atletica.
Ma le squadre di Gioia Tauro che hanno capo alle locali società calcistiche, grandi e piccole, impegnate in campionati regionali e provinciali e nei vari campionati afferenti l’attività giovanile, continuano purtroppo ad essere “ospiti” della vicina San Ferdinando perchè – si afferma – i lavori indicati richiederebbero almeno un finanziamento straordinario che sfiora i centomila euro. Somma che il Comune, ente proprietario che gestistice l’impianto, non ha al momento a disposizione.
E proprio nei giorni scorsi lo stesso Comune ha pubblicato un bando destinato alle società calcistiche di Gioia Tauro per un utilizzo del polivalente: l’impianto sarebbe messo a disposizione alcuni giorni la settimana soltanto per attività di allenamento senza la disponibilità degli spogliatoi e delle docce, Chi risponderà ?
Una domanda che viene girata alla comissione strardinaria che sta amministando il Comune dopo lo scioglimento per mafia dell’amministrazione comunale già decaduta per la sfiducia al sindaco Giuseppe Pedà. Questa, insieme a tante altre rappresenta un’altra emergenza da risolvere in città anche per dare risposta ai tanti sportivi.

(fonte gazzetta del sud)

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