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La bufala di Gratteri che festeggia con Occhiuto

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Com’è andata la serata del procuratore a Cosenza. Era al Rendano per ritirare un premio e ha cenato assieme al suo primo editore in un ristorante nel quale il sindaco non era presente. Ma per costruire una fake news basta poco (ignorare i fatti, per esempio)

Questa è la storia di una bufala. Spiega pure bene come si faccia a confezionarne una e come questo, soprattutto in Calabria, accada spesso. Così spesso da far sorgere il dubbio che non sia un caso ma la regola. La fake news è la seguente: “Gratteri ha partecipato alla festa di compleanno di Mario Occhiuto in un ristorante di Cosenza”. Un procuratore attovagliato con il sindaco di Cosenza (e papabile candidato governatore): scandalo. Tanto per ristabilire la verità ve lo diciamo subito, ché il racconto esige tempi più lunghi: non è vero. A meno che non si voglia lasciare intendere che qualcuno – beato lui – sia dotato del dono dell’ubiquità (con le bufale non si sa mai).
Detto questo, veniamo ai meccanismi del confezionamento. Bastano tre passaggi. 1. Mettiamo insieme due fatti: Gratteri era Cosenza, in un ristorante ed era il compleanno di Occhiuto. 2. Aggiungiamo un particolare suggestivo: il sindaco della città dei Bruzi frequenta quel ristorante. 3. Tiriamo le conclusioni senza verificare i fatti (una vecchia scocciatura che pare si possa evitare alla bisogna): ecco il party dello scandalo. Interessante, come tutte le teorie del complotto. Ma falsissimo, purtroppo per chi ha accreditato questa versione.
È andata in maniera un (bel) po’ diversa. Ieri sera, infatti, il procuratore della Repubblica di Catanzaro si trovava a Cosenza per ritirare il premio Alarico al teatro Rendano. Non era, ovviamente, lì da solo. C’erano gli uomini della sua scorta, che non lo mollano mai; c’era sua moglie e c’era anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi. Iniziata alle 17,30, la cerimonia è terminata un paio d’ore più tardi. A quel punto Walter Pellegrini, il primo a pubblicare i libri del magistrato quando per le grandi case editrici nazionali la ’ndrangheta era materia di serie B, insiste perché il procuratore resti a cena. Non è facile, ma – dopo una mediazione con la scorta – Gratteri decide di rimanere. La giornata rende complicate le prenotazioni: si opta per “Le Cucine di Palazzo Salfi”. Il locale è praticamente pieno ma un posto si trova. È un tavolo appartato, d’altra parte Gratteri e i suoi uomini non potranno fermarsi a lungo. La cena, infatti, termina prima delle 21,15. È a quel punto che scatta il rito dei selfie: uno, poi due, poi il terzo (scattato mentre Gratteri si schermisce: «Non sono un attore») che viene pubblicato sul profilo Facebook del ristorante e dà il via alla produzione della bufala. Dopo le foto tutti tornano a casa. Fine della storia (vera). Nella quale, lo avrete notato, il sindaco di Cosenza non appare. Semplicemente perché si trovava altrove. Non sappiamo quali ristoranti frequenti e quanto spesso ceni a Palazzo Salfi: ieri, però, non c’era.
A raccontare la sua versione interviene anche il titolare del ristorante. Vuole smentire l’«artificiosa ricostruzione» che circola sul web e sui social. «Nella serata del 5 gennaio nel ristorante non si è festeggiato nessun compleanno – scrive –. Il ristorante ha, invece, proposto alla clientela una serata gastronomica per l’Epifania. Il sindaco Occhiuto non è stato assolutamente presente durante la serata. Tra i tavoli prenotati – prosegue la nota – c’era quello dell’editore Walter Pellegrini, che, tra i suoi commensali ospiti, aveva anche il procuratore Gratteri, reduce dal ritiro del Premio Alarico, presso il Teatro Rendano, occorso poco prima. Essendo le persone citate arrivate molto presto, già alle 21.15 circa lasciavano il locale. Il procuratore Gratteri, mentre guadagnava l’uscita, raccoglieva lo stupore degli altri avventori del locale – che avevano prenotato per conto loro, a riprova della inesistenza di una serata privata di compleanno – i quali, trovandosi improvvisamente di fronte a una personalità di cotanto prestigio, lo salutavano o chiedevano una foto».
Oltre a spiegarci come si costruiscono le fake news, la storiella evidenzia un altro dato ricorrente: in Calabria tutti possono scorrazzare più o meno liberamente tra cene, feste e appuntamenti in luoghi più o meno appartati. Tutti tranne Gratteri. Che, di recente, è stato accusato di aver condannato imputati pur non essendo giudice, di voler impiantare una dittatura giudiziaria nel Paese dopo le prossime elezioni e, adesso, forse, di essersi dotato – chissà a quale prezzo – del dono dell’ubiquità. Quanta fatica solo per festeggiare un compleanno.

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